La Commissione europea ha dato il via libera alla vendita di Iveco a Tata Motors. L’operazione, seguita attentamente dal Governo italiano e dai sindacati, apre una nuova fase per il gruppo torinese. Ecco cosa cambia davvero.
L’ok di Bruxelles e le motivazioni
L’Antitrust Ue ha autorizzato l’acquisizione del controllo esclusivo di Iveco da parte del colosso indiano Tata Motors. Secondo Bruxelles, l’operazione non genera rischi per la concorrenza: le due aziende hanno quote limitate in Europa e non presentano sovrapposizioni significative né sul piano produttivo né su quello commerciale.
Proprio questa distanza industriale, secondo gli analisti, garantisce che Iveco non sarà toccata da razionalizzazioni aggressive o da fusioni interne orientate al taglio dei costi.
Le valutazioni industriali e il ruolo del Golden Power
Per Gianluca Di Loreto, partner di Bain & Company, si tratta di un’operazione “mirata”, pensata per aprire nuovi sbocchi e acquisire competenze tecnologiche.
La procedura italiana di Golden Power si è conclusa con il via libera alla cessione di Iveco Defence a Leonardo e con alcune condizioni per l’ingresso di Tata nei veicoli commerciali. Il ministro Adolfo Urso ha definito l’operazione “prevalentemente industriale”, evidenziando la necessità di proteggere tecnologie strategiche come la diagnostica predittiva e i sistemi di guida autonoma.
Prossime tappe e nodi occupazionali
Tata si è impegnata a mantenere invariati siti produttivi e livelli occupazionali per i due anni successivi al closing. Una garanzia che però non tranquillizza del tutto i sindacati, in attesa della convocazione al Mimit entro dicembre.
Sul piano procedurale, la cessione dei veicoli commerciali avverrà dopo quella del ramo Defence. Entro il primo semestre 2026 sono attese le autorizzazioni finali, la presentazione dell’offerta finanziaria alla Consob, il lancio della Tender Offer e, infine, il delisting di Iveco.


