Nelle linee di produzione di Arpaia, in provincia di Benevento, presto gli operai non saranno più soli.
Accanto a loro arriveranno i primi robot umanoidi utilizzati in modo stabile dentro una fabbrica italiana.
Una novità storica per il settore auto: Sapa, uno dei principali produttori italiani di componenti per Stellantis e Iveco, ha firmato un accordo con Wandercraft, azienda francese nota per i suoi esoscheletri, per portare in fabbrica robot capaci di camminare, sollevare carichi pesanti e svolgere compiti ripetitivi.
Si comincia nel primo trimestre del 2026 con quattro robot Calvin-40. Ed è la prima volta che un’azienda italiana decide di far lavorare veri umanoidi fianco a fianco con gli addetti di una linea produttiva.
Chi sono Sapa e Wandercraft: la partnership che porta i robot in Italia
Sapa è un gruppo italiano in forte crescita:
- 650 milioni di fatturato nel 2025,
- un aumento continuo dei ricavi (CAGR superiore al 18%),
- una recente acquisizione in Germania (Megatech) che ha rafforzato il suo ruolo nei componenti per auto.
Wandercraft, invece, è famosa per gli esoscheletri robotici usati nella riabilitazione. Negli ultimi anni ha iniziato a sviluppare anche robot umanoidi modulari, frutto della collaborazione strategica con il Gruppo Renault, che ha investito nella società.
L’accordo con Sapa porta questi robot per la prima volta nella filiera dei fornitori Tier 1 del settore automotive.
Calvin-40: il robot umanoide che affiancherà gli operai
Il protagonista del progetto è Calvin-40, un robot umanoide autonomo progettato per:
- muoversi come una persona,
- sollevare e trasportare carichi pesanti,
- eseguire movimenti ripetitivi e precisi,
- resistere a ritmi di lavoro tipici delle linee industriali. A tal proposito, in una nota congiunta delle due aziende si legge: «Ciò garantisce che ogni applicazione di Calvin-40 sia appositamente progettata e altamente performante nel suo percorso di espansione in diverse sedi, rafforzando la convinzione di Wandercraft che l’intelligenza umanoide inizi con la padronanza di compiti specifici e di grande impatto».
Nel sito di Sapa ad Arpaia i robot saranno usati inizialmente per compiti specifici:
- movimentazione di parti grandi e pesanti,
- operazioni ripetitive ad alta precisione,
- supporto nei cicli produttivi dove è richiesta forza e continuità.
La prima fase servirà a capire quali sono i compiti in cui l’umanoide può davvero fare la differenza.
Cosa cambierà in fabbrica: robot a supporto, non in sostituzione
L’arrivo dei robot non significa sostituire gli operai, ma affiancarli nei compiti più pesanti e ripetitivi.
Calvin-40 verrà impiegato su lavorazioni:
- fisicamente impegnative,
- a rischio infortuni,
- molto ripetitive e difficili da automatizzare con robot tradizionali.
L’obiettivo è aumentare sicurezza, precisione, continuità del lavoro e qualità dei componenti.
Come sottolinea il Consiglio di amministrazione di Sapa, l’azienda è sempre stata all’avanguardia nell’automazione: «Investiamo nel futuro, non solo nel modo in cui produciamo i componenti, ma nel modo in cui gestiamo la produzione stessa».
Cosa succederà nei prossimi mesi
Il 2026 sarà l’anno della sperimentazione:
- quattro robot entreranno in funzione ad Arpaia,
- verranno testati diversi compiti reali,
- si valuterà l’espansione ad altri stabilimenti del gruppo.
Se l’esperimento avrà successo, Sapa diventerà la prima realtà italiana ad adottare su larga scala i robot umanoidi in produzione, aprendo la strada a una nuova fase dell’industria 4.0.


