Il tavolo per il rinnovo del CCNL Metalmeccanici entra nella fase più delicata, e – come riportato dal Sole 24 Ore – si è aperta una vera e propria no stop di tre giorni per provare a chiudere una vertenza ormai arrivata a quasi 17 mesi dalla scadenza. I sindacati e le associazioni datoriali stanno tentando l’affondo finale su una partita economica che resta complessa e ancora priva di una sintesi. In questo contesto, è utile capire cosa sta accadendo e quali ipotesi sono in campo.
Il nodo economico resta centrale
La trattativa – spiega il quotidiano economico – è entrata nel vivo proprio sulla parte economica, l’elemento che finora ha tenuto distanti le posizioni. Fiom, Fim e Uilm chiedono 280 euro lordi medi di aumento sui minimi, calcolati sul livello C3. Federmeccanica e Assistal invece puntano su un equilibrio che unisca adeguamento all’IPCA al netto degli energetici importati e un rafforzamento del welfare aziendale.
Questa distanza ha reso necessario un confronto continuo che prosegue senza sosta, mentre sul tavolo viene ora valutata una possibile quota aggiuntiva legata alle innovazioni organizzative condivise tra le parti. Un punto che potrebbe avvicinare le posizioni e creare una soluzione di compromesso.
Secondo quanto sottolinea il quotidiano economico: “il confronto prosegue oggi e domani (21 novembre, ndr) si potrà valutare se la giornata potrà essere quella finale per arrivare all’accordo sul nuovo Ccnl”. Ciò conferma quanto anticipato la scorsa settimana da MetalmeccaniciNews.it, circa un’accelerazione della trattative che porti ad annullare gli effetti dello sciopero generale del 28 novembre proclamato da USB e di quello del 12 dicembre proclamato da Cgil e sostenuto anche da Fiom.
Le convergenze sulla parte normativa
Accanto alla discussione economica, il Sole 24 Ore segnala che ieri i negoziatori hanno lavorato alla trascrizione dei testi dove sono già stati raggiunti passi avanti. Si tratta dei capitoli su salute e sicurezza, formazione, inquadramento, orario di lavoro, appalti e relazioni industriali.
È un blocco importante perché rappresenta la base su cui costruire l’accordo finale e conferma che, almeno sul piano normativo, il negoziato si sta consolidando.
La richiesta di sostenibilità delle imprese
Federmeccanica e Assistal ribadiscono che il contratto deve essere sostenibile, soprattutto per le piccole realtà che affrontano un mercato incerto. L’equilibrio tra aumenti salariali e competitività è quindi una condizione imprescindibile per la firma.
Uliano (Fim): “Non possiamo permetterci uno stallo”
Il Sole 24 Ore riporta le parole del segretario generale Fim-Cisl, Ferdinando Uliano, che invita a sfruttare questa occasione per chiudere: dopo 17 mesi di attesa, un nuovo stop rischierebbe di penalizzare sia lavoratori che imprese.
La no stop prosegue fino a domani: solo allora si capirà se esistono davvero le condizioni per arrivare alla firma del nuovo CCNL.


