Si allarga la cordata italiana interessata all’ex Ilva. Al progetto promosso da Federacciai insieme a 14 imprese siderurgiche potrebbe infatti aggiungersi Eusider, gruppo della famiglia Anghileri con sede in provincia di Lecco e composto da 15 aziende specializzate nella trasformazione e lavorazione dell’acciaio.
Una novità importante per il futuro degli stabilimenti e soprattutto per le migliaia di lavoratori metalmeccanici e siderurgici coinvolti direttamente o attraverso l’indotto.
Eusider pronta a entrare nella partita ex Ilva
Eusider ha manifestato la disponibilità ad affiancare Federacciai e le altre imprese interessate all’acquisizione dell’area a freddo dell’ex Ilva.
In una lettera indirizzata ai presidenti di Federacciai e Confindustria, Antonio Gozzi ed Emanuele Orsini, l’azienda ha sottolineato l’importanza strategica della siderurgia non soltanto per il comparto dell’acciaio, ma per l’intero sistema manifatturiero italiano.
Il legame tra Eusider e Ilva, del resto, viene da lontano: l’acciaieria è stata storicamente uno dei principali fornitori del gruppo. Già nel 2024 e nel 2025 Eusider aveva mostrato interesse per alcuni asset, senza arrivare all’acquisizione.
Offerta possibile già a settembre
La manifestazione d’interesse rappresenta soltanto il primo passaggio. La cordata dovrà accedere alla data room, analizzare la situazione finanziaria e verificare le condizioni degli impianti di Taranto, Novi Ligure, Cornigliano e Racconigi.
Dopo queste verifiche potrebbe arrivare una vera offerta. Considerando i tempi ristretti, l’operazione potrebbe prendere forma già nei primi giorni di settembre.
Tra le ipotesi c’è la costituzione di una newco con partecipazione pubblica attraverso Invitalia. Resterebbe quindi necessario un ulteriore impegno finanziario dello Stato, anche per garantire la continuità produttiva di Taranto e realizzare almeno un impianto Dri.
Fumarola: servono investimenti veri
Sul dossier è intervenuta anche la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola, secondo cui l’interesse delle cordate industriali rappresenta un segnale positivo, ma occorre un impegno concreto del Governo con risorse per decarbonizzazione e forni elettrici.
Resta inoltre sul tavolo l’offerta di Jindal Steel International, interessata sia all’area a caldo sia a quella a freddo.
Le prossime settimane saranno quindi decisive. Il confronto politico sull’ex Ilva dovrebbe tornare a Palazzo Chigi nei primi giorni di settembre, con occupazione, produzione e futuro industriale degli stabilimenti al centro della trattativa.


