La crisi dell’auto sta ridisegnando profondamente Torino e il suo tessuto industriale. La città che per oltre un secolo ha legato il proprio sviluppo alla Fiat e alla famiglia Agnelli si trova oggi davanti a una trasformazione che coinvolge direttamente migliaia di metalmeccanici. Mirafiori, Microlino, Italdesign ed Eaton raccontano, con situazioni differenti, la stessa fase di transizione.
Mirafiori, da 12mila lavoratori a circa 1.800
Il caso più emblematico resta quello di Mirafiori. Marcello Gulisano, coordinatore delle carrozzerie per la Fim Cisl e assunto nello stabilimento nel 1997, ricorda come quasi trent’anni fa vi lavorassero circa 12mila dipendenti, impegnati nella produzione di sette modelli.
Oggi i lavoratori sarebbero circa 1.800 e la produzione ruota attorno alla Fiat 500 elettrica e ibrida. Il progetto della 500 elettrica avrebbe dovuto rappresentare uno dei pilastri del rilancio produttivo, con l’obiettivo di arrivare a 100mila vetture l’anno. Il mercato dell’elettrico, tuttavia, non ha garantito finora i volumi sperati.
Una possibile strada per mantenere attività industriali a Torino arriva anche da SUSTAINera, divisione dedicata alla rigenerazione di motori, cambi e vetture aziendali seminuove da rimettere sul mercato. Un’attività cresciuta negli ultimi anni e che dimostra come esista ancora una domanda legata ai motori endotermici.
Microlino cerca una nuova strada
Un altro esempio della trasformazione torinese riguarda Microlino. La microcar non avrebbe raggiunto i volumi necessari per sostenere il progetto originario, che prevedeva almeno 5mila unità all’anno.
La linea produttiva, però, può avere una seconda vita. L’impianto viene utilizzato anche per altre aziende interessate a entrare nel mercato delle microcar. Sulle linee torinesi dovrebbe nascere una vettura per un’impresa portoghese, mentre sarebbe allo studio anche un modello più economico rispetto a Microlino.
Italdesign cambia proprietà, Eaton prepara lo scorporo
Particolarmente delicata è anche la situazione di Italdesign, fondata nel 1968 da Giorgetto Giugiaro e Aldo Mantovani e passata nel 2010 al Gruppo Volkswagen.
Secondo quanto riferito dalla coordinatrice Fim Cisl Cinzia Macchioni, è in corso il processo di acquisizione e la verifica della situazione patrimoniale. L’operazione potrebbe concludersi entro la fine dell’anno. La futura proprietà sarebbe extraeuropea e non appartenente al settore automotive.
Cambiamenti anche per Eaton: il ramo mobility dovrebbe essere scorporato nel primo trimestre 2027 e acquisito dalla multinazionale statunitense Dana. Dall’operazione nascerebbe un gruppo da circa 40mila dipendenti.
Per i metalmeccanici torinesi il quadro è quindi evidente: l’automotive non sta semplicemente attraversando una crisi congiunturale. Sta cambiando struttura, tra elettrico, rigenerazione, microcar, acquisizioni e fusioni. E la vera sfida sarà capire quanta occupazione industriale riuscirà a rimanere sul territorio.


