Il governo prepara l’intervento dell’indennità provvisoria della retribuzione (IPR) in Busta paga, una misura che richiama la vecchia indennità di vacanza contrattuale e che punta a garantire aumenti automatici a chi ha il contratto scaduto. L’intervento dovrebbe arrivare con il decreto del 1° maggio e riguardare i lavoratori del settore privato rimasti senza rinnovo del CCNL.
Nel settore metalmeccanico, però, la platea non è uniforme. La maggior parte dei contratti è stata già rinnovata, lasciando fuori solo alcune aree specifiche.
Come funziona la nuova indennità
La misura prevede un meccanismo automatico. Dopo 6 mesi dalla scadenza del contratto collettivo, scatterebbe un’integrazione pari al 30% dell’inflazione programmata. Se il rinnovo tarda oltre i 12 mesi, la quota salirebbe al 60%.
Si tratta di una tutela temporanea, che non sostituisce il rinnovo ma interviene per impedire che i salari restino fermi troppo a lungo. Il modello ricalca quello della vecchia indennità di vacanza contrattuale, oggi rimasta solo nel pubblico impiego.
Metalmeccanici: chi resta escluso e chi può rientrare
Nel mondo metalmeccanico, i principali CCNL – industria e artigianato – sono già stati rinnovati tra il 2024 e il 2025. Questo significa che la nuova indennità non riguarderebbe la maggior parte dei lavoratori del settore.
Diverso il caso delle PMI. Restano infatti scoperti due contratti:
- il CCNL Unionmeccanica Confapi, applicato a circa 410.000 lavoratori;
- il contratto Confimi Industria Meccanica, che coinvolge circa 37.000 lavoratori.
Sono proprio questi dipendenti a poter rientrare nella nuova indennità, essendo ancora in attesa di rinnovo.
Il nodo dei 100 euro e i dubbi sull’applicazione
C’è però un punto da chiarire. Questi contratti prevedono già un riconoscimento economico, pari a circa 100 euro, legato alla fase di rinnovo.
Per questo motivo, il decreto legge e le successive indicazioni ministeriali dovranno stabilire se l’IPR sarà compatibile con queste somme già previste oppure no.
La questione è tutt’altro che marginale. Oltre 400.000 lavoratori attendono di capire se potranno beneficiare anche della nuova indennità oppure se resteranno esclusi proprio per la presenza di questi meccanismi già attivi.


