Molti lavoratori metalmeccanici hanno alle spalle carriere lunghe ma non sempre lineari. Periodi di malattia, infortuni sul lavoro, maternità, cassa integrazione o disoccupazione possono aver interrotto il percorso contributivo, creando il timore di non riuscire a raggiungere i requisiti necessari per la pensione anticipata.
Una recente sentenza del Tribunale di Siena, in linea con quanto già stabilito dalla Corte di Cassazione, potrebbe però cambiare le prospettive di molti lavoratori che si trovano in questa situazione.
Non contano solo gli anni lavorati
Per anni l’INPS ha sostenuto che, per accedere alla pensione anticipata ordinaria, fosse necessario possedere almeno 35 anni di contribuzione derivante da effettiva attività lavorativa.
Questo orientamento ha finito per penalizzare chi, nel corso della propria vita professionale, ha dovuto affrontare eventi non dipendenti dalla propria volontà. È il caso dei lavoratori che hanno usufruito di periodi di malattia, hanno subito un infortunio, hanno beneficiato di tutele legate alla maternità oppure hanno percepito la NASpI dopo una perdita del posto di lavoro.
La decisione dei giudici
I giudici hanno chiarito che la normativa sulla pensione anticipata introdotta dalla Riforma Fornero richiede esclusivamente il raggiungimento dell’anzianità contributiva complessiva prevista dalla legge.
Di conseguenza, anche i contributi figurativi accreditati durante malattia, maternità, disoccupazione o altre tutele previdenziali devono essere considerati utili ai fini del pensionamento.
Secondo questa interpretazione, il requisito dei 35 anni di contribuzione effettiva non trova fondamento nella normativa vigente.
Chi dovrebbe verificare la propria posizione
La novità può interessare numerosi metalmeccanici che hanno maturato (nel 2026) oltre 42 anni e 10 mesi di contributi se uomini o 41 anni e 10 mesi se donne, ma che temono di non poter andare in pensione per la presenza di periodi coperti da contribuzione figurativa.
Chi ha ricevuto un rigetto della domanda o è prossimo al pensionamento farebbe bene a verificare attentamente il proprio estratto contributivo. In molti casi, infatti, periodi di assenza per malattia, infortunio, maternità o disoccupazione potrebbero non rappresentare più un ostacolo all’accesso alla pensione anticipata.

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