martedì, Luglio 28, 2026

Metalmeccanici a termine e in somministrazione, il nuovo TFR apre dubbi: cosa può accadere dal 1° luglio

Dal 1° luglio 2026 entra in vigore il nuovo sistema del silenzio-assenso sul TFR previsto dalla legge di Bilancio 2026. La riforma riguarda anche molti lavoratori metalmeccanici assunti con contratto a tempo determinato o tramite agenzia di somministrazione, ma proprio per questi rapporti di lavoro restano ancora alcuni aspetti da chiarire.

Le nuove regole prevedono che, se il lavoratore non esprime alcuna scelta entro 60 giorni dall’assunzione, il TFR venga destinato automaticamente alla previdenza complementare. Tuttavia, quando il contratto ha una durata limitata, l’applicazione pratica della norma diventa più complessa.

Contratti inferiori a 60 giorni

Per i metalmeccanici con un contratto a termine o di somministrazione che si conclude prima dei 60 giorni, il meccanismo del silenzio-assenso non si perfeziona. Di conseguenza il TFR maturato non viene conferito automaticamente a un fondo pensione, ma viene liquidato secondo le regole ordinarie alla cessazione del rapporto, salvo che il lavoratore abbia scelto volontariamente di aderire alla previdenza complementare.

Le indicazioni diffuse dal Ministero del Lavoro e dalla Covip precisano inoltre che eventuali periodi di malattia, infortunio o altre sospensioni del rapporto non interrompono il conteggio dei 60 giorni. Rimane invece fermo l’obbligo per il datore di lavoro di consegnare l’informativa sulla destinazione del TFR anche nei rapporti di breve durata.

I dubbi per chi cambia spesso azienda

Le maggiori incertezze riguardano i lavoratori che alternano periodi di lavoro e disoccupazione oppure vengono assunti più volte nell’arco dell’anno con contratti di durata limitata, come accade frequentemente nella somministrazione.

In alcuni casi, infatti, i fondi pensione negoziali prevedono requisiti minimi di permanenza per consentire l’iscrizione. Può quindi verificarsi che un lavoratore superi i 60 giorni richiesti dalla legge, ma non soddisfi le condizioni previste dal fondo pensione individuato.

Restano questioni ancora aperte

Ad oggi non esiste ancora un chiarimento ufficiale su come debba essere gestito il TFR in tutte queste situazioni. Restano inoltre da definire alcuni aspetti che riguardano le aziende obbligate al versamento del TFR al Fondo Tesoreria INPS durante il periodo dei 60 giorni entro il quale il lavoratore può esercitare la propria scelta.

Per i metalmeccanici con contratti a termine o in somministrazione sarà quindi importante seguire i prossimi chiarimenti ministeriali, che potrebbero risolvere i dubbi applicativi ancora presenti.

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