Le imprese che usufruiscono di bonus INPS, sgravi contributivi e incentivi alle assunzioni dovranno prestare ancora più attenzione al rispetto delle norme sul lavoro e sulla sicurezza. Con il Decreto del Ministero del Lavoro n. 78 del 22 giugno 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’8 luglio, è stato infatti aggiornato l’elenco delle violazioni che possono comportare la perdita dei benefici normativi e contributivi riconosciuti ai datori di lavoro.
Il provvedimento attua quanto previsto dal Decreto-Legge n. 19/2024 e individua, nell’Allegato A, le irregolarità che, una volta accertate in via definitiva, impediscono alle aziende di ottenere o mantenere le agevolazioni.
Quando si perdono i bonus INPS
Il decreto richiama quanto stabilito dall’articolo 1, commi 1175 e 1176, della legge n. 296/2006. Per poter accedere ai benefici contributivi non è sufficiente essere in regola con il versamento dei contributi ed essere in possesso di un DURC regolare: è necessario anche rispettare la normativa in materia di lavoro e di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Con il nuovo decreto il Ministero del Lavoro aggiorna proprio l’elenco delle violazioni considerate ostative, sostituendo quello in vigore fino ad oggi e adeguandolo alle più recenti modifiche legislative.
Per le imprese metalmeccaniche il tema è particolarmente importante, considerato il ricorso agli incentivi per le nuove assunzioni, agli esoneri contributivi e agli altri strumenti di sostegno previsti dalla normativa.
Le violazioni che fanno perdere gli incentivi
L’Allegato A del decreto individua numerose violazioni che impediscono il riconoscimento dei benefici.
Tra le principali figurano:
- impiego di lavoratori irregolari (lavoro nero);
- intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro (caporalato);
- gravi violazioni della normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro;
- violazioni che comportano la sospensione dell’attività imprenditoriale;
- specifiche irregolarità relative alla patente a crediti nei cantieri temporanei o mobili.
Per ciascuna fattispecie il decreto stabilisce un periodo di esclusione dai benefici normativi e contributivi, che varia in funzione della gravità della violazione.
La perdita dei benefici non è automatica
Il decreto chiarisce che una semplice contestazione ispettiva non comporta automaticamente la perdita dei bonus.
Le violazioni devono essere infatti accertate con provvedimenti definitivi, come una sentenza passata in giudicato oppure un’ordinanza-ingiunzione divenuta definitiva. Inoltre, in alcune ipotesi gli effetti ostativi vengono meno se il procedimento si conclude attraverso gli strumenti previsti dalla legge, come la prescrizione obbligatoria o l’oblazione.
L’obiettivo della riforma è premiare le imprese che operano nel rispetto delle regole ed escludere dai benefici pubblici i datori di lavoro responsabili di violazioni particolarmente gravi.
Un motivo in più per investire nella sicurezza
Per il settore metalmeccanico il nuovo decreto rappresenta un ulteriore richiamo alla corretta gestione dei rapporti di lavoro e alla prevenzione degli infortuni.
La perdita di uno sgravio contributivo può infatti incidere in modo significativo sul costo del lavoro, soprattutto per le aziende che stanno beneficiando di incentivi alle assunzioni o di altri regimi agevolati. Per questo motivo il rispetto della normativa lavoristica e delle disposizioni in materia di salute e sicurezza diventa sempre più un requisito essenziale non solo per evitare sanzioni, ma anche per continuare ad accedere ai bonus e agli incentivi riconosciuti dall’INPS.


