sabato, Settembre 5, 2026

Metalmeccanici, Se Ti Infortuni in Ferie Quando Paga l’INAIL?

Cosa succede se un metalmeccanico si fa male proprio durante le ferie? Paga l’INAIL, l’assenza passa come malattia oppure i giorni di vacanza continuano a essere scalati?

Nel pieno dell’estate il dubbio riguarda molti lavoratori. La risposta dipende dalla natura dell’incidente: se avviene durante un’attività privata, di regola l’INAIL non interviene. Se però provoca una malattia, per chi applica il CCNL Metalmeccanici Industria Federmeccanica-Assistal entrano in gioco precise tutele economiche e regole sul recupero delle ferie.

Infortunio in ferie, quando paga l’INAIL?

La tutela INAIL riguarda gli infortuni che avvengono in occasione di lavoro, come stabilisce l’articolo 2 del DPR 1124/1965.

Se quindi il lavoratore cade durante una vacanza, si procura una frattura nel tempo libero oppure subisce un incidente durante un viaggio personale, normalmente l’INAIL non paga.

Diverso il caso in cui l’evento presenti un effettivo collegamento con il lavoro: solo allora occorre verificare se ricorrono i requisiti per la tutela assicurativa.

Se invece l’incidente resta nella sfera privata ma provoca una malattia, entra in gioco la disciplina prevista per questa assenza.

Metalmeccanici Industria, quanto spetta in malattia

Per i dipendenti ai quali si applica il CCNL Metalmeccanici Industria Federmeccanica-Assistal, rinnovato il 22 novembre 2025 da Federmeccanica e Assistal con Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil, il trattamento economico cambia in base all’anzianità di servizio.

Il contratto prevede la retribuzione globale intera per un primo periodo che cresce con l’anzianità:

  • fino a 3 anni di anzianità, per i primi 122 giorni di calendario;
  • oltre 3 e fino a 6 anni, per i primi 153 giorni;
  • oltre 6 anni, per i primi 214 giorni.

Per il periodo successivo, entro i limiti previsti dal contratto, il trattamento passa all’80%.

Il trattamento complessivo deriva dalla disciplina previdenziale applicabile e dall’integrazione prevista dal CCNL a carico dell’azienda.

Quando la malattia interrompe le ferie

Il CCNL Industria contiene anche una regola specifica molto importante per chi si ammala mentre è già in vacanza.

La malattia insorta durante le ferie consecutive sospende il periodo feriale in caso di ricovero ospedaliero, per la durata del ricovero, oppure quando la prognosi supera 7 giorni di calendario.

Il lavoratore deve però rispettare gli obblighi previsti per comunicazione, certificazione e controlli.

Questo significa che non basta un qualsiasi malessere per recuperare automaticamente le ferie: servono le condizioni previste dal contratto.

Il lavoratore deve avvisare subito l’azienda

Se dall’incidente deriva una malattia, il metalmeccanico deve comunicarla tempestivamente al datore di lavoro e seguire le procedure previste per la certificazione medica.

Aspettare il termine delle vacanze può creare problemi nella gestione dell’assenza.

La comunicazione permette all’azienda di registrare correttamente la malattia e, quando ricorrono i requisiti del CCNL, sospendere il conteggio delle ferie.

I giorni di ferie si recuperano

Se la malattia interrompe il periodo feriale secondo le condizioni previste dal contratto, i giorni interessati non continuano a essere scalati dal monte ferie.

Il lavoratore conserva quindi le giornate non godute e potrà utilizzarle successivamente.

Non può però decidere autonomamente di prolungare la vacanza: le ferie residue seguiranno la normale programmazione aziendale.

Chi paga quindi il metalmeccanico

La distinzione finale è netta.

Se l’incidente presenta un collegamento con il lavoro, può intervenire l’INAIL.

Se invece il metalmeccanico si fa male durante un’attività privata in ferie, l’INAIL normalmente non paga. Se l’incidente provoca una malattia regolarmente certificata, entra in gioco il trattamento previsto per la malattia dal CCNL Metalmeccanici Industria Federmeccanica-Assistal.

Per chi applica questo contratto, la copertura può arrivare alla retribuzione globale intera per un periodo compreso tra 122 e 214 giorni, in base all’anzianità, per poi passare all’80% entro i limiti contrattuali.

E se la malattia comporta un ricovero oppure una prognosi superiore a 7 giorni, le ferie possono interrompersi e i giorni non goduti restano al lavoratore.

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