mercoledì, Settembre 2, 2026

Operai e Pendolari, Ore in Coda per i Cantieri: Puoi Riavere il Pedaggio dell’Autostrada

Ore ferme in autostrada, appuntamenti saltati, ritardi sul lavoro e una lunga coda da sopportare. Il controesodo di fine agosto ha messo a dura prova migliaia di automobilisti, ma il problema non ha riguardato soltanto chi tornava dalle vacanze. Anche molti lavoratori che ogni giorno percorrono l’autostrada per raggiungere lo stabilimento sono rimasti bloccati nel traffico provocato dai cantieri.

Per chi, ad esempio, lavora nel settore metalmeccanico e ha dovuto affrontare code e rallentamenti durante il tragitto casa-lavoro, c’è una possibilità che vale la pena conoscere: dal 1° giugno scorso è entrato in vigore un sistema che consente, in determinate condizioni, di ottenere il rimborso del pedaggio autostradale quando il viaggio viene rallentato dai cantieri o il traffico viene completamente bloccato.

Il rimborso non arriva però automaticamente. Ed è proprio questo il dettaglio che molti automobilisti rischiano di ignorare.

Rimborso pedaggio autostrada: quando spetta

Il meccanismo nasce dalla delibera n. 211/2025 dell’Autorità di regolazione dei trasporti e riguarda i disagi provocati dai cantieri presenti lungo la rete autostradale.

La regola cambia in base alla lunghezza del percorso effettuato:

  • per i tragitti inferiori a 30 chilometri, il diritto al rimborso può scattare indipendentemente dalla durata del ritardo provocato dal cantiere;
  • per i percorsi tra 30 e 50 chilometri, invece, è necessario che il ritardo sia superiore a 10 minuti;
  • per i viaggi oltre 50 chilometri, il ritardo deve essere almeno di 15 minuti.

Il meccanismo può quindi interessare anche chi non era in viaggio per le vacanze. Un operaio che percorre quotidianamente un tratto autostradale per andare al lavoro e che, a causa di un cantiere, impiega molto più tempo del previsto può rientrare nelle condizioni previste per chiedere l’indennizzo.

È importante però che il rallentamento sia riconducibile al tipo di disservizio previsto dalla disciplina: non ogni coda o ogni rallentamento dà automaticamente diritto al rimborso.

Se il traffico è completamente bloccato, quanto viene rimborsato

La disciplina prevede regole specifiche anche quando non si tratta soltanto di un rallentamento, ma di una vera e propria interruzione del traffico.

In questo caso il rimborso viene calcolato in base alla durata del blocco:

  • 50% del pedaggio per un’interruzione compresa tra 60 e 119 minuti;
  • 75% del pedaggio per un’interruzione tra 120 e 179 minuti;
  • 100% del pedaggio se il blocco dura almeno 180 minuti.

Per un lavoratore rimasto fermo per ore durante il tragitto verso o dal luogo di lavoro, quindi, la durata del blocco diventa un elemento fondamentale. Bisogna però distinguere il semplice rallentamento provocato da un cantiere dal vero e proprio blocco del traffico. Le due situazioni hanno regole diverse e non devono essere confuse quando si presenta la richiesta.

Come chiedere il rimborso del pedaggio

Il punto più importante è che il rimborso non è automatico.

L’automobilista che ritiene di averne diritto deve attivarsi e presentare la richiesta al gestore autostradale interessato. La procedura può cambiare a seconda della società che gestisce la tratta: generalmente è necessario entrare nella sezione dedicata ai rimborsi e compilare un modulo o un’apposita procedura online.

Può essere richiesta anche la documentazione relativa al viaggio, compresa la ricevuta del pedaggio, oltre alle informazioni necessarie per identificare il percorso effettuato e il ritardo subito. Per questo è importante conservare la ricevuta del casello e, quando possibile, qualsiasi elemento utile a dimostrare il viaggio e il disagio subito.

Non esiste ancora un’unica procedura valida per tutti i gestori. L’assenza di un’applicazione unica rende quindi necessario verificare quale società gestisce il tratto percorso e quali modalità utilizza per ricevere le richieste.

Attenzione alle eccezioni: non tutte le code danno diritto al rimborso

Prima di presentare la richiesta è necessario verificare anche che non ricorra una delle situazioni escluse dal meccanismo. Il rimborso non è previsto, ad esempio, quando sul tratto interessato è già applicata una riduzione generalizzata del pedaggio. Sono inoltre esclusi i cantieri emergenziali legati, tra gli altri casi, a incidenti, eventi meteorologici o idrogeologici straordinari e imprevedibili e alle attività di soccorso.

Nella fase iniziale di applicazione del sistema sono inoltre esclusi dal meccanismo alcuni cantieri mobili, come quelli relativi a sfalcio dell’erba, pulizia o segnaletica.

Per gli automobilisti che in questi giorni sono rimasti per lungo tempo in coda a causa dei cantieri, quindi, vale la pena controllare la propria situazione. Non importa necessariamente che il viaggio fosse legato alle ferie: anche chi percorre l’autostrada per andare al lavoro può avere diritto al rimborso, se il ritardo e le condizioni del viaggio rientrano nelle regole previste.

Il consiglio è di non buttare la ricevuta del pedaggio e di verificare le modalità di rimborso del gestore della tratta percorsa. Il diritto, infatti, esiste, ma deve essere fatto valere dall’automobilista.

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