Per un operaio metalmeccanico il buono pasto può valere, a fine mese, diverse decine o anche più di cento euro. Eppure non tutti ricevono la stessa cifra. C’è chi prende 5 euro, chi 6 o 7 euro, chi arriva a 8 euro e chi, nelle aziende più generose, può trovare importi vicini ai 10 euro o anche superiori.
Ma qual è la cifra normale? E soprattutto: se un operaio riceve 5 o 6 euro al giorno, può considerarsi sotto la media? La risposta non è uguale in tutta Italia, perché il valore del buono pasto dipende soprattutto dalle scelte dell’azienda e dagli accordi applicati in azienda. Le testimonianze raccolte online mostrano però una fascia abbastanza chiara, utile per capire se il proprio ticket è basso, nella media oppure alto.
Buoni pasto metalmeccanici: non c’è un importo uguale per tutti
La prima cosa da sapere è che il CCNL Metalmeccanici non impone a tutte le aziende di riconoscere un buono pasto di un determinato valore. Il ticket può essere previsto da accordi aziendali, dalla contrattazione di secondo livello oppure dalle condizioni stabilite dal datore di lavoro.
Questo significa che due operai con lo stesso contratto nazionale, lo stesso livello e magari anche la stessa mansione possono ricevere buoni pasto di valore diverso.
Il rinnovo del CCNL ha invece portato nel 2026 a 250 euro annui di flexible benefit, una voce di welfare che però non va confusa con il buono pasto. Il welfare contrattuale, quindi, non significa automaticamente avere 250 euro in buoni pasto durante l’anno.
Da 5 a 10 euro: quanto emerge dalle testimonianze degli operai
Le esperienze raccontate online restituiscono una situazione molto varia.
Tra le testimonianze più recenti si trovano lavoratori che ricevono 5 euro al giorno, mentre altri parlano di 6, 7 o 8 euro. In un caso relativo a un’azienda metalmeccanica, un lavoratore racconta di aver ricevuto per anni 6 euro al giorno, spiegando che nella propria zona molti esercizi vedevano buoni da 8-9 euro come riferimento e che l’azienda aveva poi aumentato il valore soltanto a 7 euro.
Altre testimonianze relative a lavoratori con contratto metalmeccanico indicano 7,23 euro, 8 euro e, in alcuni casi, importi inferiori. Si trovano inoltre offerte di lavoro nel settore metalmeccanico con buoni pasto da 7 o 8 euro al giorno.
In pratica, considerando le testimonianze disponibili, si può utilizzare questa fascia orientativa:
| Buono pasto | Come si colloca indicativamente |
|---|---|
| 5 euro | Basso |
| 6 euro | Basso |
| 7 euro | Fascia medio-bassa |
| 8 euro | Fascia molto comune |
| 9 euro | Medio-alto |
| 10 euro | Alto |
| Oltre 10 euro | Molto alto, ma meno frequente |
Non si tratta naturalmente di una graduatoria ufficiale nazionale. È una fotografia delle cifre che emergono dalle esperienze dei lavoratori e dagli annunci e discussioni reperibili online.
Nord, Centro e Sud: il valore può cambiare anche molto
Una differenza territoriale esiste soprattutto perché cambiano costo della vita, prezzi dei pasti e politiche delle singole aziende. Non esiste però una tabella ufficiale che stabilisca, per esempio, che in Lombardia il metalmeccanico debba ricevere 10 euro e in Campania 7 euro. Anzi, la differenza può esserci anche tra due fabbriche della stessa provincia.
Dalle testimonianze disponibili emerge infatti che 7-8 euro rappresentano una fascia molto ricorrente, mentre i 5-6 euro vengono percepiti dai lavoratori come importi bassi soprattutto nelle zone dove un pranzo costa sensibilmente di più. Un lavoratore ha raccontato, per esempio, di ricevere 5 euro mentre nella propria zona le altre aziende arrivavano generalmente a 8-9 euro.
Per questo, più che chiedersi soltanto quanto prende “un metalmeccanico in Italia”, può essere utile confrontare il proprio ticket con quello delle aziende della stessa zona industriale. È questo il confronto che permette davvero di capire se 5, 6, 7, 8 o 10 euro rappresentano un buon trattamento oppure no.
Buono pasto da 10 euro: perché il 2026 ha cambiato il confronto
C’è poi una novità che rende particolarmente interessante l’utilizzo dei buoni pasto. Dal quest’anno, infatti, i buoni pasto elettronici sono esenti da imposizione fino a 10 euro al giorno (mentre per quelli cartacei il limite resta a 4 euro). Questo non significa però che tutte le aziende debbano portare automaticamente il buono a 10 euro.
Tuttavia, l’innalzamento della cifra esentasse crea un forte incentivo. Così facendo, infatti, i buoni pasto restano totalmente deducibili per il datore di lavoro e non aumentano il costo della busta paga.
Quanto valgono i buoni pasto in un mese di lavoro
Per fare un esempio semplice, con 20 giorni lavorati al mese:
- un buono da 5 euro vale circa 100 euro;
- uno da 6 euro vale circa 120 euro;
- uno da 7 euro vale circa 140 euro;
- uno da 8 euro vale circa 160 euro;
- uno da 9 euro vale circa 180 euro;
- uno da 10 euro vale circa 200 euro.
La differenza tra un ticket da 5 e uno da 10 euro può quindi arrivare a 100 euro al mese, considerando 20 giornate lavorate.
Se prendi 5 o 6 euro, sei sotto la media?
Alla luce delle testimonianze disponibili, 5-6 euro possono essere considerati nella fascia bassa, mentre 7-8 euro rappresentano una fascia molto più comune. Un buono da 9-10 euro può invece essere considerato un trattamento più favorevole rispetto a molte delle esperienze raccontate dai lavoratori.
Ma attenzione: non esiste un importo minimo nazionale del buono pasto previsto dal CCNL Metalmeccanici. Quindi ricevere 6 euro, da solo, non significa che l’azienda stia violando il contratto nazionale.
Il confronto va fatto soprattutto con quanto riconoscono le altre aziende metalmeccaniche della propria zona, con eventuali accordi aziendali e con la presenza o meno della mensa.
Per un operaio che vuole capire se il proprio trattamento è buono, dunque, la domanda giusta non è soltanto “quanto vale il buono pasto dei metalmeccanici?”, ma “quanto danno le aziende metalmeccaniche vicino alla mia?”. È proprio questo confronto che può dire se i propri 5, 6, 7, 8 o 10 euro al giorno sono pochi, nella media o un importo particolarmente favorevole.

