Per i lavoratori metalmeccanici il nuovo bonus carburante potrebbe valere almeno 200 euro. Non c’è ancora una cifra ufficiale fissata dal Governo e, dunque, è necessario parlare di un’ipotesi. Tuttavia, guardando al precedente del 2022 e agli equilibri politici attuali, proprio 200 euro rappresentano un importo plausibile dal quale partire.
La misura sulla quale sta ragionando l’Esecutivo dovrebbe coinvolgere i lavoratori dipendenti e potrebbe passare attraverso le aziende. Restano ancora da definire diversi aspetti, dalla platea interessata agli eventuali limiti reddituali, fino agli incentivi necessari per spingere effettivamente i datori di lavoro a riconoscere il beneficio.
Metalmeccanici, perché si parla proprio di 200 euro
Per capire da dove arriva questa cifra bisogna tornare al 2022. In quell’anno, con Mario Draghi a Palazzo Chigi e i carburanti alle prese con forti rincari, venne introdotta la possibilità per le imprese private di assegnare ai dipendenti buoni benzina fino a 200 euro, beneficiando di un regime fiscale agevolato.
Quel precedente potrebbe diventare adesso un riferimento inevitabile anche per il Governo Meloni.
Giorgia Meloni nel 2022 era infatti all’opposizione ed era una delle principali avversarie politiche dell’Esecutivo Draghi. Sarebbe quindi complicato, anche sul piano della comunicazione politica, introdurre quattro anni dopo una misura contro il caro carburanti di valore inferiore rispetto ai 200 euro di allora.
Ecco perché, pur senza anticipare decisioni che ancora non sono state prese, è possibile ipotizzare un aiuto nell’ordine dei 200 euro o anche superiore. Molto dipenderà dalle risorse che saranno effettivamente stanziate e dal numero dei beneficiari.
Il bonus potrebbe passare dalle aziende
Per le tute blu sarà importante capire anche come verrà materialmente riconosciuto l’aiuto. Secondo quanto ricostruito da Il Messaggero, una delle ipotesi passa proprio dai datori di lavoro, ai quali potrebbe essere riconosciuto un incentivo sotto forma di maggiore deduzione oppure di credito d’imposta. In questo modo il datore non avrà nessun tipo di costo, potendo recuperare l’intera spesa sostenuta. Insomma le aziende faranno solo da “tramite” tra lo Stato e il dipendente.
Nel settore metalmeccanico questo passaggio sarà particolarmente delicato. L’eventuale nuovo bonus carburante dovrà infatti essere chiaramente distinto dai benefit già spettanti ai lavoratori.
Non dovrà cioè essere confuso, più o meno volontariamente, con somme, beni o servizi riconosciuti attraverso accordi aziendali, intese individuali o previsioni della contrattazione collettiva.
Se il Governo introdurrà un nuovo incentivo per sostenere il costo dei carburanti, l’obiettivo per i metalmeccanici sarà quindi ottenere un beneficio realmente aggiuntivo, evitando che venga utilizzato per sostituire trattamenti che l’azienda avrebbe riconosciuto comunque.
Per ora resta un punto fermo: i 200 euro non sono ufficiali, ma il precedente Draghi rende questa cifra una delle ipotesi più credibili sul tavolo.


