Chi utilizza autobus, metropolitana o treno per andare al lavoro può recuperare una parte della spesa sostenuta per l’abbonamento attraverso il 730.
La detrazione riguarda gli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale e può essere utilizzata anche per quelli acquistati per i familiari fiscalmente a carico.
Per chi non ha ancora presentato il 730/2026, la scadenza è fissata al 30 settembre 2026.
Quanto si può recuperare
La detrazione è pari al 19% della spesa sostenuta, su un importo massimo complessivo di 250 euro.
Per chi ha diritto alla detrazione piena, il beneficio fiscale può quindi arrivare fino a 47,50 euro. Per i contribuenti con redditi complessivi più elevati, la detrazione può invece ridursi secondo le regole previste per gli oneri detraibili.
Il limite di 250 euro è complessivo e comprende anche le spese sostenute per gli abbonamenti dei familiari fiscalmente a carico.
Quali abbonamenti rientrano
La detrazione riguarda gli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale.
Può quindi interessare chi usa ogni giorno autobus, metro o treno per raggiungere il posto di lavoro, ma anche chi acquista un abbonamento per un figlio o un altro familiare fiscalmente a carico.
I singoli biglietti di viaggio, invece, non rientrano in questa agevolazione.
La spesa può essere già nel 730 precompilato
A partire dalle spese sostenute nel 2025, i gestori dei servizi di trasporto pubblico trasmettono all’Agenzia delle Entrate i dati relativi agli abbonamenti acquistati.
Per questo l’importo può risultare già presente nel 730 precompilato.
È comunque importante controllare che i dati siano corretti. Se l’abbonamento è stato acquistato per un familiare fiscalmente a carico, la detrazione spetta al contribuente che ha effettivamente sostenuto la spesa.
Serve un pagamento tracciabile
Per beneficiare della detrazione del 19%, la spesa deve essere sostenuta con strumenti di pagamento tracciabili.
Rientrano, ad esempio, carte di credito o debito, bonifici, PagoPA e altri sistemi che permettono di dimostrare il pagamento.
È quindi consigliabile conservare sia la documentazione dell’abbonamento sia quella relativa al pagamento.
730/2026, la scadenza è il 30 settembre
Chi non ha ancora presentato il modello 730/2026 ha tempo fino al 30 settembre 2026.
La dichiarazione riguarda i redditi e le spese sostenute nel 2025, comprese quelle per gli abbonamenti al trasporto pubblico che danno diritto alla detrazione.
Prima dell’invio è quindi utile controllare i dati presenti nella dichiarazione precompilata e verificare che la spesa per l’abbonamento sia stata correttamente riportata. Se manca o risulta incompleta, può essere integrata nel rispetto dei requisiti previsti.
La detrazione sugli abbonamenti si somma alle altre spese ammesse nel 730 e può contribuire a ridurre l’Irpef dovuta o aumentare il credito spettante al contribuente.


