La lista dei lavoratori protetti dal caldo estremo si allarga. Dopo il primo provvedimento che aveva riguardato soprattutto agricoltura, edilizia e rider, arriva una nuova integrazione che estende il divieto anche ad altre attività svolte all’aperto, coinvolgendo anche molti operai metalmeccanici e tecnici impegnati nelle manutenzioni.
Con le temperature vicine ai 40 gradi e le giornate contrassegnate dal bollino rosso, cambiano quindi le regole per chi lavora sotto il sole nelle ore più critiche. Vediamo quali sono le nuove categorie interessate, quando scatta lo stop e cosa devono sapere aziende e lavoratori.
La Regione estende lo stop caldo anche a nuove categorie di lavoratori
La novità arriva dalla Regione Lazio: il Governatore Rocca ha infatti integrato l’ordinanza pubblicata lo scorso 22 maggio sulle misure di protezione dei lavoratori durante le ondate di calore.
Il primo provvedimento prevedeva il divieto di svolgere determinate attività tra le 12:30 e le 16:00 fino al 15 settembre nelle giornate con bollino rosso, ma riguardava principalmente alcuni settori considerati maggiormente esposti.
Con la nuova integrazione il campo di applicazione viene ampliato e comprende anche altre lavorazioni dove il personale può essere sottoposto a una lunga esposizione al sole.
Chi rientra nelle nuove tutele
Tra le nuove categorie interessate ci sono anche diversi lavoratori del comparto metalmeccanico, in particolare quelli che svolgono attività all’esterno.
Come si legge nell’ordinanza, lo stop può riguardare anche operai e tecnici impegnati in «lavori di manutenzione delle aree verdi, i cantieri stradali di manutenzione, la verifica dei ponti, lo sfalcio dell’erba sulle banchine». In sostanza, quindi, stop per:
- operai,
- tecnici,
- giardinieri,
oltre che per le maestranze nei settori edile, agricolo e florovivaistico, e rider.
Stop a queste mansioni
Tra le suddette attività, quelle che vedono coinvolti gli operai metalmeccanici sono:
- interventi di manutenzione all’aperto;
- attività su infrastrutture e impianti esterni;
- lavorazioni in cantieri dove non è possibile evitare l’esposizione diretta al sole;
- verifiche e interventi tecnici svolti in aree esterne.
La misura non riguarda quindi indistintamente tutti i metalmeccanici, ma chi svolge mansioni caratterizzate da una prolungata esposizione al caldo e ai raggi solari.
Cosa cambia per aziende e operai
Per le aziende la nuova integrazione significa dover rivedere l’organizzazione delle attività nelle giornate più calde, evitando di esporre i lavoratori nelle ore considerate più rischiose.
Per gli operai, compresi quelli del settore metalmeccanico impegnati all’esterno, significa avere maggiori tutele durante le ondate di calore.
Il lavoro non viene sospeso in modo generale, ma vengono introdotte limitazioni per quelle attività dove il rischio per la salute aumenta a causa della combinazione tra temperature elevate ed esposizione diretta al sole.


