Per lo stabilimento Stellantis di Termoli si apre un altro anno segnato dagli ammortizzatori sociali.
Dal 31 agosto 2026 è entrato in vigore un nuovo contratto di solidarietà che coinvolge 1.721 lavoratori addetti o collegati alle unità motori V6, GSE e GME 2.0 T4. L’accordo resterà in vigore fino al 29 agosto 2027.
La solidarietà consente di ridurre l’orario di lavoro e di contenere l’impatto sull’occupazione in una fase ancora difficile per il sito molisano. Il nodo, però, resta quello dei volumi produttivi e della missione industriale dei prossimi anni.
Confermata la maturazione dei ratei
Nel nuovo accordo è stata mantenuta una tutela già prevista nel precedente contratto di solidarietà.
I lavoratori continueranno a maturare i ratei indipendentemente dal numero di giornate effettivamente lavorate nel mese, un aspetto richiesto dalle organizzazioni sindacali per limitare gli effetti della riduzione dell’attività.
Il nuovo contratto prolunga quindi l’utilizzo dell’ammortizzatore per quasi un altro anno, anche se la platea coinvolta scende rispetto al precedente accordo.
Il nodo resta il futuro produttivo di Termoli
Il contratto di solidarietà protegge occupazione e reddito nel breve periodo, ma non risolve da solo il problema industriale.
Su questo insiste AQCF-R, che considera necessario accompagnare gli ammortizzatori sociali con investimenti, nuove produzioni e una prospettiva di lungo periodo per lo stabilimento.
Anche altre organizzazioni sindacali hanno sottolineato la necessità di dare maggiore stabilità ai volumi e alla produzione, evitando che la solidarietà diventi una soluzione strutturale.
Dopo lo stop alla Gigafactory, cambia la prospettiva
A pesare sul futuro del sito c’è anche la cancellazione del progetto della Gigafactory ACC, che per anni aveva rappresentato una delle principali ipotesi di riconversione per Termoli.
Dopo lo stop al progetto batterie, Stellantis ha confermato una nuova impostazione basata soprattutto su motori e trasmissioni elettrificate.
Il gruppo ha inoltre assicurato continuità lavorativa all’interno di Stellantis per i dipendenti coinvolti dal venir meno del progetto ACC.
La produzione e-DCT è attesa nelle prossime settimane
Una delle principali novità riguarda il cambio elettrificato e-DCT, destinato ai veicoli mild hybrid e plug-in hybrid del gruppo.
Nelle comunicazioni sindacali diffuse nei mesi scorsi la partenza della produzione era stata indicata per metà settembre 2026, mentre Stellantis ha confermato ufficialmente l’avvio entro la fine dell’anno.
Quando il progetto venne annunciato, il gruppo indicò per Termoli un obiettivo a regime di circa 300.000 cambi all’anno.
Il dato resta quindi importante, ma sarà necessario verificare quali volumi verranno effettivamente assegnati allo stabilimento e con quali ricadute sull’occupazione.
Investimenti anche sui motori GSE Euro 7
Termoli continuerà inoltre a lavorare sui motori.
Stellantis ha annunciato investimenti per adeguare i motori GSE alla normativa Euro 7, con l’obiettivo di mantenerli utilizzabili anche oltre il 2030.
La strategia indicata dall’azienda punta quindi su un mix di produzioni legate ai motori e alle trasmissioni ibride, dopo l’abbandono della Gigafactory.
La solidarietà dà tempo, ma servono volumi
Il nuovo contratto tutela i 1.721 lavoratori coinvolti e permette allo stabilimento di affrontare un’altra fase di riduzione produttiva senza mettere direttamente in discussione l’occupazione.
Resta però da capire se e-DCT, motori GSE Euro 7 e lavorazioni meccaniche saranno sufficienti a garantire un utilizzo più stabile della forza lavoro.
Il fatto che Termoli debba ricorrere alla solidarietà fino all’agosto 2027 mostra che la transizione non è ancora conclusa.
Per i lavoratori, i prossimi mesi saranno quindi decisivi soprattutto su un punto: capire quando le nuove produzioni entreranno a regime e quali volumi saranno realmente assegnati allo stabilimento.


