mercoledì, Ottobre 21, 2026

Cantieri Navali, Arrivano i Robot che Controllano le Saldature: Ecco Come Cambia il Lavoro

Controllare una saldatura, trasportare materiali pesanti, verificare l’avanzamento dei lavori su una nave: attività che richiedono tempo, precisione e personale specializzato stanno cambiando grazie all’intelligenza artificiale e alla robotica. Anche nei cantieri navali, dove ogni lavorazione è complessa e spesso diversa dalla precedente, le nuove tecnologie stanno entrando nelle operazioni quotidiane.

Fincantieri è tra le realtà che stanno investendo in questa trasformazione, con progetti che coinvolgono robot autonomi, droni e sistemi capaci di interagire con l’ambiente di lavoro. E alcuni di questi strumenti sono già operativi.

Intelligenza artificiale nei cantieri navali: che cos’è la Physical AI

Quando si parla di intelligenza artificiale nell’industria, si pensa spesso a software che elaborano dati, compilano documenti o rispondono alle domande degli utenti. Nei cantieri navali, però, l’innovazione sta facendo un passo ulteriore: l’AI viene integrata con macchine, robot e dispositivi che operano direttamente negli ambienti produttivi.

È il campo della cosiddetta Physical AI, cioè l’intelligenza artificiale applicata al mondo fisico. In questo contesto, i sistemi tecnologici non si limitano ad analizzare informazioni, ma utilizzano sensori, telecamere e software per osservare ciò che accade, riconoscere elementi dell’ambiente e svolgere determinate operazioni. Per chi lavora nella metalmeccanica e nella cantieristica, significa introdurre strumenti in grado di affiancare le attività di costruzione, movimentazione, controllo e verifica.

Il vantaggio è particolarmente evidente nella costruzione delle navi, dove le dimensioni delle strutture, la quantità di componenti e la complessità delle lavorazioni rendono difficile controllare ogni dettaglio esclusivamente attraverso verifiche manuali.

L’obiettivo non è soltanto automatizzare una singola operazione, ma rendere i processi più efficienti, ridurre le attività ripetitive e mettere a disposizione dei tecnici informazioni più precise sullo stato dei lavori.

Robot che controllano l’avanzamento dei lavori: il caso Monfalcone

Una delle applicazioni più concrete riguarda il controllo dell’avanzamento della costruzione delle navi. Nel cantiere Fincantieri di Monfalcone (nella provincia di Gorizia) è già operativo un sistema robotico che permette di rilevare le condizioni del cantiere e confrontarle con quelle registrate in precedenza. In pratica, il robot acquisisce informazioni sull’ambiente e sulla struttura in lavorazione, contribuendo a mappare le modifiche avvenute tra una rilevazione e l’altra. Il sistema può così segnalare le differenze rispetto alla situazione precedente e aiutare a verificare come procede il lavoro.

Per i tecnici e i responsabili di produzione, una tecnologia di questo tipo può essere utile per individuare più rapidamente eventuali variazioni, controllare le aree interessate dalle lavorazioni e avere un quadro aggiornato dello stato del progetto.

Il vantaggio è importante soprattutto in un cantiere navale, dove diverse squadre lavorano contemporaneamente su parti differenti della stessa nave. Disporre di rilevazioni aggiornate aiuta infatti a coordinare le attività. Chiaramente, la tecnologia non elimina la necessità delle competenze dei lavoratori: fornisce piuttosto uno strumento aggiuntivo per raccogliere informazioni, confrontare i dati e supportare le decisioni operative.

Rover autonomi, droni e saldature: come cambia il lavoro quotidiano

Oltre al monitoraggio delle strutture, l’intelligenza artificiale trova applicazione anche nella movimentazione dei materiali e nei controlli tecnici. Tra gli esempi sviluppati da Fincantieri ci sono i rover autonomi, piccoli veicoli robotizzati capaci di trasportare materiali all’interno dei siti produttivi. Questi dispositivi possono contribuire a gestire gli spostamenti ripetitivi, riducendo la necessità di dedicare continuamente personale alla movimentazione.

Un’altra applicazione riguarda i droni dotati di sistemi di computer vision, cioè tecnologie che permettono ai computer di analizzare le immagini e riconoscere elementi specifici. Nei cantieri possono essere utilizzati per verificare i giunti di saldatura, supportando le attività di ispezione. Per capire l’utilità di questo sistema, basta pensare alla quantità di giunzioni presenti nelle strutture di una nave. Individuare le zone da controllare e raccogliere immagini utili alle verifiche può richiedere tempo e comportare difficoltà operative, soprattutto quando si lavora in punti poco accessibili.

L’analisi automatizzata delle immagini può aiutare a individuare elementi da sottoporre a verifica, ma non significa che l’AI certifichi da sola la qualità di una saldatura. I controlli devono continuare a rispettare le procedure tecniche previste e le valutazioni dei professionisti qualificati.

In questo scenario, robot, droni e sistemi intelligenti diventano strumenti di supporto per saldatori, tecnici, addetti ai controlli e responsabili di produzione.

Cobot e robot umanoidi: cosa aspettarsi nei prossimi anni

La trasformazione coinvolge anche i cobot, ovvero i robot collaborativi progettati per lavorare a supporto delle persone in determinate attività industriali. Fincantieri sta già utilizzando questi sistemi in alcune operazioni, mentre guarda anche alla possibile introduzione di robot umanoidi.

Secondo le informazioni relative al piano di innovazione del gruppo, i primi test con umanoidi sono previsti a Sestri Levante nel 2027.

I robot umanoidi sono progettati con una forma che richiama quella del corpo umano e potrebbero, in prospettiva, essere impiegati per operare in ambienti concepiti per le persone. Tuttavia, il loro utilizzo industriale dipenderà dalle capacità effettive delle macchine, dai costi, dalla sicurezza e dalla possibilità di svolgere le attività richieste in condizioni reali.

Per i metalmeccanici, l’arrivo di nuove macchine comporta anche un cambiamento e un adeguamento delle competenze richieste. Servirà infatti saper lavorare con sistemi automatizzati, interpretare i dati raccolti dai sensori, gestire le anomalie e coordinare le attività tra personale e robot.

Il piano Boost di Fincantieri: 100 milioni per l’innovazione industriale

Dietro queste applicazioni c’è un programma di investimenti più ampio. Fincantieri ha dedicato all’automazione avanzata e all’innovazione industriale il piano Boost, da 100 milioni di euro, affiancato da un centro di eccellenza composto da 20 persone.

L’iniziativa punta a integrare sempre di più intelligenza artificiale, robotica e competenze industriali nei processi produttivi per produrre risultati concreti: migliorare la produttività, rendere più efficienti le lavorazioni e valorizzare il patrimonio di conoscenze maturato dalle persone che lavorano nei cantieri.

Per il settore metalmeccanico, la direzione è quindi quella di una collaborazione sempre più stretta tra competenze umane e strumenti digitali. I robot possono occuparsi di alcune operazioni ripetitive, raccogliere dati o agevolare le ispezioni, mentre le persone restano fondamentali per gestire le lavorazioni complesse, valutare i risultati e garantire la qualità.

L’intelligenza artificiale entra così anche in uno dei comparti industriali più tradizionali, quello delle grandi costruzioni navali. E il cambiamento non riguarda soltanto le macchine: coinvolge l’organizzazione del cantiere, la sicurezza, la formazione e il modo in cui vengono svolte le attività quotidiane.

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