Anche i lavoratori metalmeccanici sono coinvolti nello sciopero generale proclamato da USB per venerdì 30 ottobre 2026. La mobilitazione riguarda tutte le categorie del lavoro pubblico e privato e interessa l’intera giornata.
La protesta comprende quindi anche operai, impiegati e tecnici delle aziende metalmeccaniche. Il suo carattere generale porta nelle fabbriche le richieste su stipendi, occupazione e costo della vita, insieme alla contestazione delle politiche di riarmo.
Perché lo sciopero riguarda le fabbriche
USB spiega che i coordinamenti del lavoro pubblico e privato hanno deciso di estendere la mobilitazione nata intorno alla giornata internazionale di protesta dei portuali contro la guerra.
L’obiettivo è riunire categorie diverse davanti a un problema comune: secondo il sindacato, spesa alimentare, bollette, affitti e carburanti assorbono una quota crescente delle retribuzioni, mentre gli aumenti non recuperano il potere d’acquisto perduto.
Per i metalmeccanici, dunque, lo sciopero si inserisce in una piattaforma generale che comprende anche questioni legate alla tenuta del sistema industriale.
Le richieste USB su salari e pensioni
Tra le rivendicazioni figura un nuovo meccanismo di adeguamento automatico di salari e pensioni al costo della vita, indipendente dai rinnovi contrattuali. USB chiede che l’indice utilizzato comprenda anche il costo dei prodotti energetici importati.
La confederazione propone inoltre aumenti retributivi e un minimo tabellare non inferiore a 2.000 euro, indicato nella propria piattaforma come equivalente a 12 euro l’ora. Sono obiettivi sindacali, non aumenti già riconosciuti ai lavoratori.
Sul versante previdenziale, USB si oppone a ulteriori innalzamenti dell’età pensionabile e chiede maggiori tutele per i dipendenti pubblici e privati.
Industria, automotive e contrasto al carovita
Un capitolo particolarmente rilevante per i metalmeccanici riguarda la richiesta di una politica industriale capace di proteggere i posti di lavoro, partendo dall’Ilva, dal settore automobilistico e dai rispettivi indotti, tutelando ambiente e territorio.
Contro il carovita, USB rivendica controlli e tetti sui prezzi essenziali, eliminazione dell’IVA sui beni di prima necessità e riduzione delle accise sui carburanti.
Risorse ai servizi e mobilitazioni nelle città
La protesta collega le condizioni economiche dei lavoratori alla richiesta di destinare risorse a sanità, istruzione, servizi sociali e casa, anziché al riarmo.
USB ha annunciato manifestazioni in numerose città. Per chi lavora nelle fabbriche, la giornata del 30 ottobre rappresenta una mobilitazione su retribuzioni, difesa dell’occupazione e sostenibilità delle spese. Per i metalmeccanici che quindi decideranno di aderire si tratterà di una assensa giustificata.


