mercoledì, Ottobre 28, 2026

Sciopero Venerdì 30 Ottobre: Fermi i Metalmeccanici. USB Chiede Salari Più Alti

Anche i lavoratori metalmeccanici sono coinvolti nello sciopero generale proclamato da USB per venerdì 30 ottobre 2026. La mobilitazione riguarda tutte le categorie del lavoro pubblico e privato e interessa l’intera giornata.

La protesta comprende quindi anche operai, impiegati e tecnici delle aziende metalmeccaniche. Il suo carattere generale porta nelle fabbriche le richieste su stipendi, occupazione e costo della vita, insieme alla contestazione delle politiche di riarmo. 

Perché lo sciopero riguarda le fabbriche

USB spiega che i coordinamenti del lavoro pubblico e privato hanno deciso di estendere la mobilitazione nata intorno alla giornata internazionale di protesta dei portuali contro la guerra.

L’obiettivo è riunire categorie diverse davanti a un problema comune: secondo il sindacato, spesa alimentare, bollette, affitti e carburanti assorbono una quota crescente delle retribuzioni, mentre gli aumenti non recuperano il potere d’acquisto perduto.

Per i metalmeccanici, dunque, lo sciopero si inserisce in una piattaforma generale che comprende anche questioni legate alla tenuta del sistema industriale. 

Le richieste USB su salari e pensioni

Tra le rivendicazioni figura un nuovo meccanismo di adeguamento automatico di salari e pensioni al costo della vita, indipendente dai rinnovi contrattuali. USB chiede che l’indice utilizzato comprenda anche il costo dei prodotti energetici importati.

La confederazione propone inoltre aumenti retributivi e un minimo tabellare non inferiore a 2.000 euro, indicato nella propria piattaforma come equivalente a 12 euro l’ora. Sono obiettivi sindacali, non aumenti già riconosciuti ai lavoratori.

Sul versante previdenziale, USB si oppone a ulteriori innalzamenti dell’età pensionabile e chiede maggiori tutele per i dipendenti pubblici e privati. 

Industria, automotive e contrasto al carovita

Un capitolo particolarmente rilevante per i metalmeccanici riguarda la richiesta di una politica industriale capace di proteggere i posti di lavoro, partendo dall’Ilva, dal settore automobilistico e dai rispettivi indotti, tutelando ambiente e territorio.

Contro il carovita, USB rivendica controlli e tetti sui prezzi essenziali, eliminazione dell’IVA sui beni di prima necessità e riduzione delle accise sui carburanti. 

Risorse ai servizi e mobilitazioni nelle città

La protesta collega le condizioni economiche dei lavoratori alla richiesta di destinare risorse a sanità, istruzione, servizi sociali e casa, anziché al riarmo. 

USB ha annunciato manifestazioni in numerose città. Per chi lavora nelle fabbriche, la giornata del 30 ottobre rappresenta una mobilitazione su retribuzioni, difesa dell’occupazione e sostenibilità delle spese. Per i metalmeccanici che quindi decideranno di aderire si tratterà di una assensa giustificata.

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Metalmeccanici, 1.000 Euro ai Familiari in Caso di Decesso: Domanda entro 24 Mesi

Quando muore un lavoratore metalmeccanico coperto da E.B.M., alcuni familiari possono richiedere un contributo una tantum di 1.000 euro. La prestazione viene chiamata da E.B.M. “sussidio per premorienza” e riguarda i decessi avvenuti dal 1° gennaio 2025. Il regolamento non prevede un’età massima del lavoratore deceduto, ma richiede il rispetto delle condizioni contributive stabilite dall’Ente. Il pagamento non è automatico: un familiare deve presentare la domanda entro 24 mesi dalla data del decesso. Chi può chiedere i 1.000 euro La richiesta può essere presentata esclusivamente da uno dei seguenti familiari: coniuge; figlio o figlia; padre o madre; fratello o sorella. E.B.M. riconosce 1.000 euro complessivi. Non spettano quindi 1.000 euro a ogni componente della famiglia e non possono essere presentate più domande per lo stesso lavoratore. Uno solo dei familiari ammessi deve compilare il modulo, indicare il proprio IBAN e sottoscrivere la dichiarazione sostitutiva richiesta dall’Ente. Il contributo non spetta a tutti i metalmeccanici Il sussidio riguarda i lavoratori delle aziende che applicano integralmente il CCNL Unionmeccanica-Confapi PMI, sottoscritto da Unionmeccanica Confapi con Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil, e che versano regolarmente i contributi a E.B.M. Il contratto applicato si può controllare nella lettera di assunzione o nella busta paga. Quali requisiti contributivi servono L’accoglimento della domanda dipende dalla posizione contributiva presso E.B.M. L’azienda deve risultare in regola con i versamenti relativi ai sei mesi precedenti il decesso. Per il lavoratore deve risultare una contribuzione regolare fino al mese precedente alla morte. Tra i requisiti specifici pubblicati da E.B.M. non compare un limite ISEE. Come si presenta la domanda Il familiare deve inviare la richiesta tramite PEC all’indirizzo [email protected]. Non deve utilizzare l’Area Riservata normalmente prevista per altre prestazioni. Alla PEC bisogna allegare: modulo di richiesta compilato; certificato di morte; certificato che dimostra il rapporto di parentela; documento d’identità del richiedente; dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, chiamata lettera di manleva. La documentazione sulla parentela cambia in base al richiedente. Il coniuge deve presentare l’estratto dell’atto di matrimonio; per figli, genitori, fratelli e sorelle servono gli estratti di nascita indicati nel regolamento. Moduli e condizioni sono disponibili nella sezione dedicata alle prestazioni E.B.M.. Come vengono pagati i 1.000 euro Dopo l’approvazione della domanda, E.B.M. versa il contributo direttamente sul conto corrente del familiare richiedente, utilizzando l’IBAN riportato nel modulo. Il sussidio non sostituisce le altre somme eventualmente dovute dopo la cessazione del rapporto. Ultimo stipendio, TFR, ferie non godute, tredicesima e prestazioni previdenziali per i superstiti seguono regole e procedure separate.

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