martedì, Luglio 14, 2026

Contratto Metalmeccanici: “rinvio a settembre ma si parte da zero”. Le parole di Uliano (FIM-CISL)

L’11 luglio si è tenuto il primo incontro tra sindacati e Federmeccanica-Assistal per riaprire la trattativa sul rinnovo del contratto dei metalmeccanici industria. Dopo oltre un anno di stallo e 40 ore di sciopero, le parti hanno fissato tre incontri a settembre. Ferdinando Uliano, segretario nazionale FIM-CISL, ha commentato la giornata ai microfoni di Massimo Mascini, giornalista de Il Diario del Lavoro.

Settembre sarà decisivo, ma si parte da zero”

“Si è partiti con il piede giusto – afferma Uliano – ma ora bisogna essere conseguenti con fatti concreti”. I tre giorni di confronto in programma a settembre saranno “con delegazioni ristrette per andare dritti ai contenuti”, ma non saranno risolutivi: Per un anno non si è fatto nulla, quindi di fatto partiamo da zero. Abbiamo conoscenza delle nostre richieste e della posizione di Federmeccanica, ora servono soluzioni”.

Il calendario prevede che a settembre si lavori sulle parti normative, mentre i segretari generali, insieme ai vertici di Federmeccanica, affronteranno le questioni più delicate: “Salario e welfare, che hanno un impatto economico significativo”.

“Contratto unitario è un valore, no allo spezzettamento”

Uliano respinge l’idea di frammentare il contratto per differenziare tra grandi e piccole aziende:Per noi è un valore aggiunto dare copertura a un milione e mezzo di lavoratori, dalle grandi aziende aerospaziali a chi produce minuteria meccanica”.

Secondo il sindacalista, lo spezzettamento del CCNL è “un pericolo per i lavoratori. Dove ci sono difficoltà e debolezze, la contrattazione unitaria garantisce condizioni migliori. Per questo, tra le richieste sindacali c’è “anche la difesa del perimetro contrattuale, per impedire che pezzi di aziende escano e si applichino contratti peggiorativi”.

“Un impegno enorme, ma siamo determinati”

Uliano rivendica la forza della mobilitazione: “Abbiamo investito 40 ore di sciopero per riaprire questo tavolo. Manifestazioni così non si vedevano da 25 anni”. E sulla compattezza della categoria: “FIOM, FIM e UILM hanno marciato insieme, è una prova importante di unità. Ora bisogna tenere questo percorso, trovare ciò che unisce e non farsi trascinare dalla politica”.

“Abbiamo la responsabilità di 1,5 milioni di lavoratori e delle loro famiglie – conclude – faremo di tutto per dare risposte su salario, welfare e diritti”.

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