giovedì, Dicembre 11, 2025

Grande Panda, il finto “Made in Italy” prodotto con una manciata di operai italiani in trasferta

La Fiat Grande Panda è arrivata ufficialmente nelle concessionarie italiane e si prepara a diventare uno dei modelli più venduti del 2025. Il prezzo di listino parte da 14.990 euro, con promozioni che prevedono formule di finanziamento a rate da 149 euro al mese.
La nuova citycar di casa Fiat è il primo modello costruito sulla piattaforma Smart Car, progettata da Stellantis per creare vetture compatte, economiche e tecnologicamente aggiornate. In Italia l’interesse è alto: la Grande Panda rappresenta il ritorno di un nome storico, simbolo di praticità e accessibilità.

Il cuore produttivo è in Serbia, non in Italia

Dietro il lancio trionfale, però, si nasconde una realtà ben diversa. Come riporta il quotidiano Milano Finanza, la Fiat Grande Panda non è prodotta in Italia ma nello stabilimento di Kragujevac, in Serbia, lo stesso che in passato ospitava la storica fabbrica Zastava.
La scelta del sito balcanico non è casuale: Stellantis punta a contenere i costi e aumentare i margini di profitto, approfittando di manodopera a basso costo e incentivi energetici. Lo stabilimento, indicato come polo strategico per le nuove utilitarie europee, punta a raggiungere una produzione di 500 vetture al giorno, traguardo ancora lontano.

Italiani in trasferta, ma sono pochissimi

Secondo quanto riportato da Milano Finanza, a Kragujevac lavorano oggi circa 200 operai italiani, arrivati temporaneamente da Melfi, Pomigliano e Atessa. Davvero pochi se si pensa che i metalmeccanici italiani fermi sono più di 10.000. Si tratta di lavoratori inviati in trasferta breve, un’alternativa alla cassa integrazione in Italia, ma che non modifica la realtà: i veri protagonisti della produzione sono operai stranieri.
La fabbrica serba impiega infatti centinaia di lavoratori provenienti da Marocco, Nepal, India, Bangladesh e Bhutan, chiamati a coprire i nuovi turni di lavoro. I salari medi, pari a circa 600 euro al mese, rendono difficile reperire manodopera locale e costringono Stellantis a un continuo reclutamento internazionale.

Un “Made in Italy” solo di facciata

La nuova Panda viene presentata come un modello simbolo del rilancio Fiat, ma la sua produzione racconta tutt’altra storia. È un’auto progettata per il mercato italiano, costruita però a migliaia di chilometri di distanza, con una presenza minima di lavoratori italiani.
Sotto la guida del CEO Antonio Filosa, Stellantis prosegue la sua strategia industriale “leggera”, con fabbriche dislocate all’estero e costi ridotti. Il risultato è un finto “Made in Italy”: un’auto pensata per le nostre strade, ma prodotta altrove, dove la manodopera costa meno e l’Italia resta solo il mercato di destinazione.

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