Si sono conclusi i due incontri di trattativa per il rinnovo del contratto nazionale dell’industria metalmeccanica tra Fim, Fiom, Uilm, Federmeccanica e Assistal. Due giornate intense, aperte in plenaria e proseguite in delegazione ristretta, che hanno ripreso il percorso avviato a settembre.
Nel primo confronto si è discusso di salute e sicurezza, formazione e inquadramento. Il secondo, invece, ha riguardato malattia, lavoratori stranieri, diritti sindacali, campo di applicazione del contratto, osservatorio nazionale, diritti di informazione e partecipazione, oltre alle politiche di genere.
Temi normativi al centro del confronto
La due giorni è stata definita importante dai partecipanti perché ha permesso di approfondire temi complessi della parte normativa, in un dialogo che ha superato la semplice esposizione delle posizioni. Tuttavia, le distanze tra le parti restano ampie. I punti di convergenza sono ancora pochi rispetto a quelli di disaccordo, e la sensazione è che serviranno ancora diversi round per trovare una sintesi su questioni di principio e di metodo.
La partita salariale ancora tutta da giocare
Un elemento centrale è rimasto però fuori dal tavolo: la questione salariale. Nelle due giornate non si è infatti affrontato il tema degli aumenti, che continua a essere il vero nodo della trattativa. La distanza sulle cifre e sulla struttura dell’incremento resta ampia, e la sensazione è che il confronto economico non sia ancora maturo. Tutto lascia intendere che i prossimi incontri saranno decisivi per capire se esistono le condizioni per un avvicinamento concreto.
Prossimo appuntamento a fine ottobre
Il negoziato riprenderà il 30 e 31 ottobre, con al centro orario di lavoro, mercato del lavoro, appalti e politiche attive. Solo dopo, probabilmente, si entrerà nel vivo della discussione economica. Per ora, la partita sugli aumenti resta aperta, ma nei tavoli di trattativa — come spesso accade — tutto può cambiare all’improvviso.


