Durante l’audizione davanti alla Commissione interparlamentare Camera–Senato sul Documento programmatico pluriennale della Difesa 2025-2027, il ministro Guido Crosetto ha spiegato in modo dettagliato come sarà strutturata la futura Sezione Cyber del nuovo modello di esercito.
Le domande dei parlamentari hanno spinto ad approfondire il ruolo dei tecnici, dei professionisti digitali e perfino degli hacker che potranno essere richiamati in caso di necessità. In questo quadro si inserisce anche il tema degli incentivi economici, indispensabili per attirare figure altamente qualificate.
La Sezione Cyber: chi entrerà e cosa farà
Crosetto ha chiarito che il nuovo esercito avrà due rami distinti: una componente combat, più ampia e operativa, e una componente tecnico-cyber, formata da specialisti esterni. Questa seconda area includerà informatici, ingegneri, tecnici di rete, esperti di infrastrutture critiche, analisti di sicurezza e anche hacker che già operano nel settore privato.
Secondo il ministro, queste persone svolgeranno funzioni precise:
– intervenire su centrali elettriche, reti idriche e strutture civili in caso di attacco;
– supportare l’esercito nella difesa digitale durante emergenze o missioni;
– partecipare alla protezione dei sistemi nazionali da cyberattacchi complessi;
– essere disponibili al richiamo, pur mantenendo la propria professione.
Crosetto ha definito questo personale parte della “riserva selezionata”, un corpo formato da professionisti che continueranno a lavorare nel privato ma che, quando necessario, verranno attivati rapidamente.
Incentivi economici e motivazioni
Sul piano degli incentivi, Crosetto ha detto chiaramente che il nuovo sistema dovrà prevedere benefici economici adeguati, perché non si può pensare di attrarre un ingegnere informatico, un esperto cyber, o un tecnico specializzato senza un riconoscimento proporzionato alle responsabilità. Il ministro non ha fornito cifre, ma ha parlato – genericamente di incentivi adeguati e di una riforma che richiederà “regole nuove, condivise”, comprese quelle relative ai compensi.
La Sezione Cyber diventa così uno dei pilastri del nuovo esercito: altamente qualificata, flessibile e basata su professionisti che, oltre al proprio lavoro civile, saranno chiamati a difendere il Paese.
Su tutti questi aspetti Crosetto ha chiarito che presenterà a gennaio una proposta di legge, dopodiché dovrà essere il Parlamento con ampia maggioranza a condividere il progetto complessivo che riguarderà l’intero Paese.


