Sta per diventare obbligatorio il badge digitale nei cantieri della ricostruzione post terremoto del Centro Italia. La misura, presentata alla Camera dei deputati, riguarda migliaia di lavoratori impegnati nei lavori del sisma 2016 e coinvolgerà da vicino anche installatori, montatori, saldatori, serramentisti, manutentori e altre figure dell’area metalmeccanica presenti nei cantieri.
L’obiettivo è tracciare le presenze in modo trasparente, aumentare la sicurezza e contrastare lavoro irregolare e infiltrazioni criminali.
Dal 13 maggio parte l’obbligo di timbratura nei cantieri più grandi
Il nuovo sistema entrerà progressivamente in vigore già dal 13 maggio 2026.
La prima fase riguarderà i cantieri con lavori superiori a 500 mila euro e con decreto di concessione successivo al 13 aprile 2026, dove scatterà l’obbligo immediato di utilizzo del badge digitale per registrare ingressi e presenze dei lavoratori.
Per le altre imprese sono previsti tempi di adeguamento graduali:
- un anno per i cantieri con contratti sopra i 258 mila euro;
- due anni per quelli sopra i 150 mila euro;
- tre anni per tutti gli altri.
Entro 36 mesi, quindi, il badge sarà obbligatorio per tutti i lavoratori edili operativi nel cratere sismico del Centro Italia.
Come funziona il badge digitale di cantiere
Il sistema serve a certificare in modo preciso che un lavoratore fosse realmente presente in cantiere in un determinato giorno e orario. Ogni ingresso, infatti, verrà registrato digitalmente attraverso una procedura di timbratura elettronica.
In questo modo sarà possibile controllare:
- le presenze effettive,
- il rispetto degli orari,
- la regolarità dei lavoratori impiegati,
- la corrispondenza tra personale dichiarato e personale realmente presente.
Il badge digitale punta quindi a creare una tracciabilità completa delle attività nei cantieri della ricostruzione.
Perché la misura riguarda anche molti lavoratori metalmeccanici
Anche se il sistema nasce nel settore edilizio, coinvolgerà concretamente molte professionalità metalmeccaniche che operano nei cantieri.
Nella ricostruzione post sisma, infatti, i cantieri coinvolgono numerose lavorazioni impiantistiche e industriali collegate al mondo metalmeccanico. Tra queste rientrano installatori di impianti, saldatori, montatori, tecnici manutentori, operai specializzati e addetti agli impianti elettrici e meccanici.
Anche per questi lavoratori quindi il badge diventerà uno strumento quotidiano di accesso e registrazione delle attività.
Badge digitale di cantiere a livello nazionale
Il sistema non nasce completamente da zero. La prima sperimentazione nazionale del badge digitale nei cantieri della ricostruzione era infatti partita nel 2019 nella provincia di Macerata. Da quella esperienza è stato poi sviluppato il modello che ora verrà esteso progressivamente a tutto il cratere del sisma 2016.
L’obiettivo finale è creare un sistema unico di controllo e tracciabilità capace di garantire maggiore trasparenza nei lavori pubblici, anche al di fuori dell’area colpita dal terremoto.
L’intenzione, infatti, è quella di trasformare il badge di cantiere in un modello replicabile anche a livello nazionale. Secondo la ministra del Lavoro Marina Calderone, la tecnologia dovrà servire a migliorare:
- controlli,
- sicurezza,
- trasparenza,
- tutela dei lavoratori.
Anche il presidente dell’ANAC Giuseppe Busia ha definito il badge uno strumento essenziale per prevenire infiltrazioni e irregolarità nei cantieri.


