Arriva il via libera al nuovo DPCM Automotive, il provvedimento del Governo che mette sul tavolo oltre 1 miliardo e 343 milioni di euro per sostenere il settore automotive italiano e la filiera industriale nazionale tra investimenti produttivi, innovazione tecnologica e transizione industriale.
L’obiettivo del piano è rafforzare la competitività dell’industria automotive italiana in una fase particolarmente delicata per il comparto europeo, stretto tra rallentamento del mercato, transizione energetica e crescente concorrenza asiatica.
Urso: sostegno agli investimenti e alla transizione industriale
Ad annunciare il via libera al provvedimento è stato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che ha definito il piano una misura strategica per accompagnare la trasformazione della filiera automotive italiana.
Secondo quanto comunicato dal MIMIT, il DPCM punta a sostenere:
- investimenti produttivi;
- ricerca e sviluppo;
- innovazione tecnologica;
- riconversione industriale;
- mobilità sostenibile.
Il provvedimento prevede inoltre incentivi dedicati al rinnovo del parco dei veicoli commerciali e misure specifiche per favorire l’evoluzione tecnologica dell’intera filiera automotive.
Oltre il 70% delle risorse destinato a innovazione e sviluppo
Una quota rilevante delle risorse sarà destinata agli strumenti di politica industriale già utilizzati dal Ministero per sostenere gli investimenti delle imprese.
In particolare:
- oltre il 70% delle risorse sarà destinato agli Accordi per l’innovazione;
- previsti finanziamenti per i Contratti di sviluppo;
- introdotti anche i nuovi Mini Contratti di sviluppo, pensati soprattutto per le PMI dell’automotive.
L’obiettivo è sostenere l’intera filiera industriale:
- componentistica;
- sistemi di mobilità avanzata;
- tecnologie per veicoli sostenibili;
- software e connettività;
- sicurezza e automazione.
Automotive europeo sotto pressione
Il piano arriva in una fase complessa per l’industria automobilistica europea.
Negli ultimi mesi molte case automobilistiche hanno rivisto i propri piani industriali a causa:
- del rallentamento della domanda;
- della transizione energetica;
- dell’aumento dei costi industriali;
- della crescente pressione competitiva dei produttori asiatici.
Secondo il Governo, il DPCM Automotive rappresenta uno strumento per sostenere la capacità produttiva italiana e accompagnare la trasformazione industriale del comparto.
Aiuti in arrivo a luglio
Il ministro Urso ha inoltre annunciato che nel mese di luglio verranno ripristinate ulteriori risorse pari a 251 milioni di euro, inizialmente utilizzate per la copertura del decreto contro il caro carburanti e per il sostegno all’autotrasporto.
Le nuove risorse aumenteranno ulteriormente la dotazione complessiva destinata al settore automotive
Automotive strategico per l’industria italiana
Il comparto automotive continua a rappresentare uno dei pilastri del sistema manifatturiero italiano.
Tra produzione, componentistica e indotto, il settore coinvolge migliaia di imprese e centinaia di migliaia di lavoratori, con un ruolo strategico soprattutto nei territori a forte vocazione industriale.
Per questo il nuovo DPCM viene considerato dal Governo uno degli strumenti chiave per sostenere:
- occupazione;
- innovazione industriale;
- riconversione produttiva;
- competitività della filiera italiana.


