Arriva una decisione destinata a cambiare il destino di migliaia di ricorsi. La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 7374 del 27 marzo 2026, ha stabilito che le multe per eccesso di velocità possono essere considerate valide anche senza omologazione ministeriale dell’autovelox. Il punto centrale, secondo i giudici, non è il certificato formale ma la corretta manutenzione e taratura periodica dell’apparecchio.
Il caso di Pescara che ha portato alla decisione
La vicenda nasce da due multe elevate nell’aprile 2021 a Pescara tramite dispositivo Velocar RedESpeed Evo. L’automobilista aveva contestato le sanzioni sostenendo l’assenza di omologazione. In primo grado il giudice di pace le aveva dato ragione.
Successivamente, però, il Tribunale di Pescara ha ribaltato la decisione, ritenendo sufficiente l’approvazione ministeriale. Il caso è quindi arrivato in Cassazione, che ha confermato la linea del Tribunale, dando definitivamente torto alla ricorrente.
Conta la taratura: il principio fissato dai giudici
Secondo la Cassazione, ciò che garantisce l’affidabilità della rilevazione è la manutenzione concreta del dispositivo. In particolare, gli autovelox devono essere sottoposti a verifiche e tarature periodiche, da effettuare entro 12 mesi.
Nel caso specifico, il Comune ha dimostrato che l’apparecchio era stato tarato pochi mesi prima delle infrazioni, rientrando nei limiti previsti. Per questo motivo le multe sono state ritenute valide.
I giudici hanno inoltre chiarito che, in caso di contestazione, spetta all’amministrazione dimostrare sia la corretta taratura sia la regolarità dello strumento utilizzato.
Cosa cambia per automobilisti e Comuni
Questa ordinanza segna un cambio importante rispetto al passato. In precedenza, un’altra pronuncia della Cassazione aveva aperto la strada all’annullamento delle multe in assenza di omologazione.
Ora lo scenario cambia. Molti ricorsi presentati negli ultimi mesi rischiano di essere respinti, mentre i Comuni possono contare su una maggiore solidità delle sanzioni.
Per gli automobilisti diventa quindi più difficile contestare le multe basandosi solo sulla mancanza di omologazione. Il vero elemento decisivo sarà dimostrare eventuali irregolarità nelle verifiche e nella manutenzione degli autovelox.


