Negli ultimi anni il lavoro in fabbrica, nei cantieri e negli impianti è cambiato profondamente. Aumentano i ritmi, cresce la pressione produttiva e diventano sempre più frequenti i problemi legati a stress, stanchezza fisica e disturbi del sonno. Una situazione che riguarda da vicino anche metalmeccanici, manutentori, tecnici e installatori, categorie spesso esposte a turni pesanti, caldo e sforzi continui.
Crescono le malattie professionali
Secondo il rapporto “Salute e benessere nella trasformazione del lavoro”, realizzato dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro su dati Inail ed Eurofound, le denunce di malattie professionali sono aumentate del 54% negli ultimi dieci anni. Si è passati infatti da 57 mila a oltre 88 mila casi.
Tra i problemi più diffusi emergono stress, ansia, affaticamento mentale e difficoltà nel recupero psicofisico. Nove lavoratori su dieci dichiarano di tornare a casa esausti dopo il lavoro, mentre oltre l’82% afferma di sentirsi stressato. Quasi uno su due soffre inoltre di problemi del sonno.
Per chi lavora nel settore metalmeccanico o nell’impiantistica il rischio è ancora più elevato. Turnazioni, reperibilità, scadenze produttive e attività fisicamente impegnative aumentano infatti il carico mentale e fisico.
Patologie muscolari e caldo sempre più pesanti
Il rapporto evidenzia anche la crescita delle malattie osteomuscolari, che oggi rappresentano oltre il 70% delle denunce all’Inail. Un dato che interessa direttamente chi lavora con utensili, macchinari, impianti e movimentazione di carichi.
A peggiorare il quadro ci sono anche le temperature elevate. Negli ultimi anni molti operai e installatori hanno dovuto lavorare in condizioni climatiche sempre più difficili, soprattutto nei mesi estivi, con effetti concreti sulla sicurezza.
Più rischi per gli over 55
Un altro elemento centrale riguarda l’età della forza lavoro. Oggi oltre il 66% delle denunce di malattie professionali riguarda lavoratori con più di 55 anni.
Nel comparto metalmeccanico questo tema pesa particolarmente. Molti operai continuano infatti a svolgere mansioni pesanti anche in età avanzata, con maggior rischio di usura fisica, infortuni e problemi cronici legati al lavoro.


