Per i lavoratori metalmeccanici la tredicesima del 2027 potrebbe diventare più pesante. Tra le ipotesi che stanno entrando nel confronto sulla prossima legge di Bilancio c’è infatti una riduzione delle tasse applicate alla mensilità aggiuntiva, con un possibile vantaggio stimato tra 200 e 500 euro netti, a seconda del reddito. Lo riporta il quotidiano Il Sole 24 Ore in edicola il 23 agosto.
Una misura che, se approvata, interesserebbe direttamente anche le tute blu che a dicembre ricevono la tredicesima prevista dal proprio contratto collettivo.
Metalmeccanici, perché la tredicesima viene tassata di più
Il punto di partenza è un problema ben conosciuto dai dipendenti quando confrontano il cedolino di dicembre con quello di un normale mese di lavoro.
Sulla tredicesima non operano infatti le normali detrazioni per lavoro dipendente. L’idea allo studio è quindi intervenire direttamente sull’imposizione fiscale della mensilità aggiuntiva, sostituendo l’Irpef ordinaria con una tassazione più favorevole.
Una prima ipotesi prevede un’aliquota del 15%, mentre tra le possibilità viene indicata anche una riduzione al 10%. Le simulazioni riportate nel dibattito sulla manovra indicano un recupero netto compreso tra 200 e 500 euro.
Prima ipotesi: aliquota al 15% fino a 15.000 euro
A fornire alcuni numeri è stato il presidente della commissione Finanze della Camera Marco Osnato.
L’intervento minimo potrebbe consistere nell’applicazione dell’aliquota del 15% fino a 15.000 euro di reddito, soluzione che avrebbe un costo per lo Stato nell’ordine dei 500 milioni. La soglia viene tuttavia considerata bassa dallo stesso Osnato e il tentativo sarebbe quello di allargare l’intervento.
Ed è proprio questo uno degli aspetti che dovranno seguire con maggiore attenzione i metalmeccanici: non è ancora definita la fascia di reddito che potrebbe beneficiare dello sconto.
Non solo tredicesima: nel 2027 si gioca la partita degli aumenti
Per le tute blu la Manovra 2027 assume un’importanza particolare anche per un’altra ragione. Il Governo sta valutando la conferma della tassazione agevolata sugli aumenti derivanti dai rinnovi dei contratti collettivi.
Nel 2026, per i dipendenti privati che rispettano i requisiti previsti, gli incrementi retributivi riconosciuti in attuazione dei rinnovi contrattuali possono beneficiare dell’imposta sostitutiva del 5%. Di questo bonus fiscale ne hanno beneficiato anche oltre 500.000 lavoratori metalmeccanici con reddito fino a 33.000 euro annui.
La partita è dunque doppia: da una parte mantenere una tassazione ridotta sugli aumenti contrattuali, dall’altra provare ad alleggerire il Fisco sulla tredicesima.
Per ora, però, i 200-500 euro non rappresentano un bonus già approvato. Tutto dipenderà dalle risorse che il Governo riuscirà a mettere a disposizione nella prossima legge di Bilancio.


