Per le Acciaierie Valbruna di Bolzano si apre una nuova fase. La Provincia autonoma e l’azienda hanno raggiunto l’intesa sulla concessione delle aree dello stabilimento, con una durata iniziale di 30 anni e la possibilità di prolungarla per altri 30.
Ma il secondo periodo non rappresenta un rinnovo automatico. La proroga è legata al rispetto degli obblighi previsti dalla concessione, con particolare attenzione al livello occupazionale e alla prosecuzione della produzione siderurgica.
È questo uno degli aspetti più rilevanti dell’accordo, che punta a dare una prospettiva di lungo periodo a uno stabilimento considerato strategico non soltanto per Bolzano.
I secondi 30 anni dipendono dagli impegni rispettati
La concessione iniziale avrà una durata di 30 anni.
Valbruna potrà chiedere altri 30 anni, ma dovrà dimostrare di aver rispettato gli impegni assunti.
Tra i punti centrali figurano la tutela dell’occupazione e la continuità dell’attività siderurgica. La produzione dello stabilimento è stata infatti classificata come di interesse strategico nazionale.
La formula 30+30 lega quindi la permanenza dell’azienda nell’area industriale a una prospettiva produttiva e occupazionale che dovrà essere verificata nel tempo.
Oltre 100 milioni di investimenti annunciati
Sul fronte industriale, la Fiom riferisce che Valbruna ha confermato oltre 100 milioni di euro di investimenti destinati allo sviluppo delle attività, all’occupazione e agli interventi di ambientalizzazione.
L’accordo dovrebbe quindi offrire all’azienda un orizzonte sufficientemente lungo per programmare investimenti che, per dimensione e caratteristiche, richiedono tempi industriali estesi.
Per i lavoratori, però, il punto sarà verificare come queste risorse verranno tradotte negli impianti, nei volumi produttivi e nella stabilità dell’occupazione.
Bolzano resta un sito siderurgico
Un altro elemento dell’intesa riguarda la destinazione industriale dell’area.
Secondo la ricostruzione della Fiom, la richiesta sindacale è stata quella di preservare attorno allo stabilimento le condizioni necessarie alla prosecuzione dell’attività siderurgica, evitando sviluppi incompatibili con la presenza dell’acciaieria.
La Provincia ha indicato la continuità del ciclo produttivo negli stabilimenti di Bolzano come un obiettivo di interesse pubblico primario.
Il significato va oltre la singola concessione: l’accordo punta a mantenere nel lungo periodo la vocazione industriale di una parte importante della zona produttiva della città.
Il Mimit continuerà a verificare gli impegni
La vertenza è arrivata anche al Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Nel confronto del 1° settembre, il Mimit ha confermato che l’intesa prevede 30 anni di concessione con opzione per ulteriori 30 e ha definito Valbruna una realtà strategica per i territori di Bolzano e Vicenza e per l’industria nazionale.
Il Ministero ha inoltre annunciato che continuerà a seguire l’evoluzione della situazione e a verificare l’attuazione degli impegni assunti, con particolare attenzione alla continuità produttiva e occupazionale.
La firma prevista il 3 settembre
La Giunta provinciale ha già approvato la convenzione per la concessione d’uso degli immobili e dei terreni provinciali sui quali opera l’acciaieria.
La firma pubblica è prevista giovedì 3 settembre 2026 a Palazzo Widmann, a Bolzano.
Si chiude così una lunga fase di confronto che ha visto anche una forte mobilitazione dei lavoratori. La Fiom rivendica il peso degli scioperi e delle manifestazioni organizzate nell’ultimo anno per chiedere garanzie sul futuro industriale.
Ora la verifica passa a investimenti e occupazione
L’accordo risolve uno dei principali elementi di incertezza sul futuro dello stabilimento, cioè la disponibilità delle aree sulle quali proseguire l’attività.
La partita, però, non finisce con la concessione.
Per i lavoratori conterà soprattutto il rispetto degli impegni su occupazione, produzione e investimenti. Ed è proprio da questi risultati che dipenderà, nel lungo periodo, anche la possibilità di arrivare al secondo periodo di 30 anni.
La concessione offre quindi a Valbruna un orizzonte industriale molto lungo, ma lega quella prospettiva alla continuità di una produzione siderurgica considerata strategica e alla tenuta del sito di Bolzano.


