Otto ore di sciopero entro il 5 ottobre e un presidio davanti al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. I lavoratori Electrolux tornano a mobilitarsi mentre prosegue il confronto sul piano industriale del gruppo in Italia.
Fim, Fiom, Uilm e Uglm hanno annunciato la protesta in vista dell’incontro tra azienda, sindacati e istituzioni, fissato al Mimit per lunedì 5 ottobre alle 10. Nel loro comunicato, le sigle precisano che lo sciopero dovrà svolgersi entro quella data: le otto ore non sono quindi necessariamente previste ovunque il 5 ottobre.
Perché i lavoratori tornano a protestare
La richiesta dei sindacati è mantenere stabilimenti, produzione e posti di lavoro in Italia, senza peggiorare le condizioni di chi lavora nelle fabbriche.
Il confronto riguarda soprattutto il futuro dello stabilimento di Cerreto d’Esi, nelle Marche, che il piano aziendale prevede di chiudere. Secondo quanto riferito dai sindacati dopo gli incontri di settembre, Electrolux ha ridotto da 1.719 a 1.450 il numero degli esuberi prospettati in Italia. Restano inoltre 135 contratti a termine in scadenza per i quali non è previsto il rinnovo.
La riduzione degli esuberi non ha risolto la vertenza. I 1.450 posti indicano le eccedenze previste dal piano, non licenziamenti già effettuati. I sindacati chiedono all’azienda una proposta diversa, capace di dare prospettive agli stabilimenti e ai lavoratori.
Anche i ritmi sulle linee sono al centro della vertenza
C’è un’altra questione che interessa da vicino chi lavora nei reparti. Secondo le organizzazioni sindacali, Electrolux vuole superare gli accordi che fissano limiti ai ritmi delle linee di montaggio nei singoli stabilimenti.
In pratica, quegli accordi regolano anche quanti pezzi possono essere montati in un’ora. Per i sindacati, cambiarli senza un’intesa rischia di incidere sulle condizioni di lavoro. Il confronto del 5 ottobre dovrà quindi riguardare sia i posti a rischio sia l’organizzazione delle fabbriche.
Cosa può accadere il 5 ottobre
Il Ministero ha convocato il tavolo con Electrolux, le istituzioni locali e le parti sociali. Nella stessa giornata i lavoratori terranno un presidio davanti alla sede del Mimit.
L’incontro servirà a verificare se l’azienda intende modificare il piano su Cerreto d’Esi, esuberi e produzioni negli altri stabilimenti. Al momento non c’è un accordo: l’esito dipenderà dalle risposte che arriveranno al tavolo ministeriale.


