Il matrimonio o la costituzione di un’unione civile consente ai metalmeccanici di assentarsi dal lavoro mantenendo la retribuzione. Nei principali contratti collettivi del settore il congedo matrimoniale dura 15 giorni consecutivi.
Il pagamento, però, non segue le stesse regole per tutti. qper impiegati e quadri resta invece a carico dell’azienda.
Quali CCNL riconoscono i 15 giorni
Il congedo di 15 giorni è previsto dai principali contratti metalmeccanici, tra cui:
- CCNL Federmeccanica-Assistal;
- CCNL Unionmeccanica-Confapi;
- CCNL Area Meccanica Artigianato.
Il diritto riguarda normalmente chi ha superato il periodo di prova. I termini per presentare la richiesta e la documentazione possono cambiare in base al CCNL applicato, indicato nella lettera di assunzione o nella busta paga.
Come vengono contati i giorni
I 15 giorni sono consecutivi. Nel conteggio rientrano quindi anche sabati, domeniche e festività compresi nel periodo.
Il congedo non viene sottratto dalle ferie e non può essere utilizzato come periodo di preavviso. Il CCNL Federmeccanica-Assistal richiede normalmente almeno sei giorni di preavviso, salvo casi eccezionali. Negli altri contratti il termine può essere differente.
Quando interviene l’INPS
Il Messaggio INPS n. 2951 del 14 agosto 2023, tuttora applicabile, riconosce la prestazione agli operai dell’industria e dell’artigianato. Vi rientrano anche gli apprendisti assunti per conseguire una qualifica operaia.
La copertura previdenziale riguarda otto giorni consecutivi, ma l’assegno corrisponde a sette giornate di retribuzione.
Questi giorni non si aggiungono ai 15 riconosciuti dal CCNL. L’INPS finanzia soltanto una parte del trattamento economico dovuto durante il congedo.
Chi paga soldi nella busta paga
Se il rapporto è in corso, l’operaio riceve normalmente quanto dovuto attraverso la busta paga. L’azienda anticipa l’assegno a carico dell’INPS e successivamente recupera la somma dall’Istituto. Il datore integra inoltre il trattamento necessario a garantire la retribuzione prevista dal CCNL.
Per impiegati e quadri, invece, lo specifico assegno INPS non spetta. Se il contratto riconosce i 15 giorni, la relativa retribuzione resta interamente a carico dell’azienda.
I fondi pensione complementari come Cometa, Fondapi e Artifond non pagano il congedo matrimoniale.
Quali requisiti servono agli operai
Per ottenere l’assegno INPS, il rapporto deve essere attivo da almeno una settimana. Il lavoratore deve avere la qualifica richiesta e l’impresa deve appartenere a uno dei settori ammessi ed essere soggetta alla contribuzione CUAF.
La tutela riguarda il matrimonio civile, quello concordatario e l’unione civile. Non basta una cerimonia esclusivamente religiosa senza effetti civili.
Quando l’INPS paga direttamente il lavoratore
L’INPS può pagare direttamente l’operaio non più occupato, purché abbia lavorato almeno 15 giorni presso imprese industriali o artigiane nei 90 giorni precedenti il matrimonio o l’unione civile.
In questo caso bisogna presentare la domanda all’Istituto entro un anno dall’evento, direttamente online oppure tramite un patronato.


