mercoledì, Ottobre 28, 2026

Stipendi, i Giovani Guadagnano 8.400 Euro in Meno: Arriva l’Ipotesi della Tassa al 5%

I giovani lavoratori italiani continuano a guadagnare molto meno dei colleghi più anziani. La differenza può superare gli 8.400 euro netti all’anno, nonostante un impiego stabile e a tempo pieno. Un divario che pesa soprattutto sugli under 35, già alle prese con affitti elevati, inflazione e difficoltà economiche.

A fotografare questa situazione sono le elaborazioni del Sole 24 Ore sui dati dell’Osservatorio INPS dedicato ai dipendenti privati. Intanto, il Governo valuta una nuova agevolazione fiscale per aumentare gli stipendi dei giovani alla prima assunzione.

Stipendi under 35, quanto guadagnano rispetto agli over 50

L’analisi considera esclusivamente i dipendenti che lavorano tutto l’anno, con 52 settimane retribuite e contratto full time. Vengono quindi esclusi gli effetti del lavoro discontinuo e part time.

I risultati evidenziano una differenza significativa:

  • Under 35: retribuzione media lorda annua di 29.569 euro, corrispondente a circa 20.000 euro netti.
  • Over 50: stipendio medio lordo di 42.145 euro, equivalente a circa 28.443 euro netti.

La distanza raggiunge quindi 8.443 euro netti annui, mentre il divario retributivo lordo è del 29,7%.

A incidere sono anzianità, progressioni professionali, premi aziendali e inquadramenti contrattuali differenti.

Dove gli stipendi dei giovani sono più bassi

Le differenze cambiano notevolmente secondo il settore economico.

Il divario maggiore si registra nelle attività finanziarie e assicurative, dove raggiunge il 42,4%, e nei servizi di informazione e comunicazione, con il 42,5%.

Nell’industria manifatturiera (dove operano anche i lavoratori metalmeccanici) la distanza è del 28,9%, mentre nel commercio arriva al 29,6%.

Differenze inferiori emergono nei trasporti (18,5%), nella ristorazione e negli alberghi (19,2%) e nella sanità e assistenza sociale (13,7%).

Ma proprio in questi comparti gli stipendi risultano generalmente più contenuti.

Inflazione, salari giovani fermi da dieci anni

Nel 2014 il divario generazionale era del 34,5%. La riduzione registrata successivamente non significa però che i giovani abbiano recuperato potere d’acquisto.

In dieci anni le loro retribuzioni nominali sono aumentate del 17%, ma considerando l’inflazione il valore reale degli stipendi è diminuito dello 0,9%.

Nuova tassa al 5% per aumentare gli stipendi

Per contrastare questa situazione, il Governo studia un intervento nella legge di Bilancio 2027.

Tra le ipotesi figurano un’imposta sostitutiva del 5% per i giovani alla prima assunzione oppure una riduzione del 50% dell’imponibile fiscale.

Resta da stabilire la soglia anagrafica, che potrebbe essere fissata a 30 anni.

Non si tratta ancora di misure approvate nel momento in cui scriviamo: importi, requisiti e benefici effettivi dipenderanno dalle decisioni sulla manovra.

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Metalmeccanici, 1.000 Euro ai Familiari in Caso di Decesso: Domanda entro 24 Mesi

Quando muore un lavoratore metalmeccanico coperto da E.B.M., alcuni familiari possono richiedere un contributo una tantum di 1.000 euro. La prestazione viene chiamata da E.B.M. “sussidio per premorienza” e riguarda i decessi avvenuti dal 1° gennaio 2025. Il regolamento non prevede un’età massima del lavoratore deceduto, ma richiede il rispetto delle condizioni contributive stabilite dall’Ente. Il pagamento non è automatico: un familiare deve presentare la domanda entro 24 mesi dalla data del decesso. Chi può chiedere i 1.000 euro La richiesta può essere presentata esclusivamente da uno dei seguenti familiari: coniuge; figlio o figlia; padre o madre; fratello o sorella. E.B.M. riconosce 1.000 euro complessivi. Non spettano quindi 1.000 euro a ogni componente della famiglia e non possono essere presentate più domande per lo stesso lavoratore. Uno solo dei familiari ammessi deve compilare il modulo, indicare il proprio IBAN e sottoscrivere la dichiarazione sostitutiva richiesta dall’Ente. Il contributo non spetta a tutti i metalmeccanici Il sussidio riguarda i lavoratori delle aziende che applicano integralmente il CCNL Unionmeccanica-Confapi PMI, sottoscritto da Unionmeccanica Confapi con Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil, e che versano regolarmente i contributi a E.B.M. Il contratto applicato si può controllare nella lettera di assunzione o nella busta paga. Quali requisiti contributivi servono L’accoglimento della domanda dipende dalla posizione contributiva presso E.B.M. L’azienda deve risultare in regola con i versamenti relativi ai sei mesi precedenti il decesso. Per il lavoratore deve risultare una contribuzione regolare fino al mese precedente alla morte. Tra i requisiti specifici pubblicati da E.B.M. non compare un limite ISEE. Come si presenta la domanda Il familiare deve inviare la richiesta tramite PEC all’indirizzo [email protected]. Non deve utilizzare l’Area Riservata normalmente prevista per altre prestazioni. Alla PEC bisogna allegare: modulo di richiesta compilato; certificato di morte; certificato che dimostra il rapporto di parentela; documento d’identità del richiedente; dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, chiamata lettera di manleva. La documentazione sulla parentela cambia in base al richiedente. Il coniuge deve presentare l’estratto dell’atto di matrimonio; per figli, genitori, fratelli e sorelle servono gli estratti di nascita indicati nel regolamento. Moduli e condizioni sono disponibili nella sezione dedicata alle prestazioni E.B.M.. Come vengono pagati i 1.000 euro Dopo l’approvazione della domanda, E.B.M. versa il contributo direttamente sul conto corrente del familiare richiedente, utilizzando l’IBAN riportato nel modulo. Il sussidio non sostituisce le altre somme eventualmente dovute dopo la cessazione del rapporto. Ultimo stipendio, TFR, ferie non godute, tredicesima e prestazioni previdenziali per i superstiti seguono regole e procedure separate.

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