I giovani lavoratori italiani continuano a guadagnare molto meno dei colleghi più anziani. La differenza può superare gli 8.400 euro netti all’anno, nonostante un impiego stabile e a tempo pieno. Un divario che pesa soprattutto sugli under 35, già alle prese con affitti elevati, inflazione e difficoltà economiche.
A fotografare questa situazione sono le elaborazioni del Sole 24 Ore sui dati dell’Osservatorio INPS dedicato ai dipendenti privati. Intanto, il Governo valuta una nuova agevolazione fiscale per aumentare gli stipendi dei giovani alla prima assunzione.
Stipendi under 35, quanto guadagnano rispetto agli over 50
L’analisi considera esclusivamente i dipendenti che lavorano tutto l’anno, con 52 settimane retribuite e contratto full time. Vengono quindi esclusi gli effetti del lavoro discontinuo e part time.
I risultati evidenziano una differenza significativa:
- Under 35: retribuzione media lorda annua di 29.569 euro, corrispondente a circa 20.000 euro netti.
- Over 50: stipendio medio lordo di 42.145 euro, equivalente a circa 28.443 euro netti.
La distanza raggiunge quindi 8.443 euro netti annui, mentre il divario retributivo lordo è del 29,7%.
A incidere sono anzianità, progressioni professionali, premi aziendali e inquadramenti contrattuali differenti.
Dove gli stipendi dei giovani sono più bassi
Le differenze cambiano notevolmente secondo il settore economico.
Il divario maggiore si registra nelle attività finanziarie e assicurative, dove raggiunge il 42,4%, e nei servizi di informazione e comunicazione, con il 42,5%.
Nell’industria manifatturiera (dove operano anche i lavoratori metalmeccanici) la distanza è del 28,9%, mentre nel commercio arriva al 29,6%.
Differenze inferiori emergono nei trasporti (18,5%), nella ristorazione e negli alberghi (19,2%) e nella sanità e assistenza sociale (13,7%).
Ma proprio in questi comparti gli stipendi risultano generalmente più contenuti.
Inflazione, salari giovani fermi da dieci anni
Nel 2014 il divario generazionale era del 34,5%. La riduzione registrata successivamente non significa però che i giovani abbiano recuperato potere d’acquisto.
In dieci anni le loro retribuzioni nominali sono aumentate del 17%, ma considerando l’inflazione il valore reale degli stipendi è diminuito dello 0,9%.
Nuova tassa al 5% per aumentare gli stipendi
Per contrastare questa situazione, il Governo studia un intervento nella legge di Bilancio 2027.
Tra le ipotesi figurano un’imposta sostitutiva del 5% per i giovani alla prima assunzione oppure una riduzione del 50% dell’imponibile fiscale.
Resta da stabilire la soglia anagrafica, che potrebbe essere fissata a 30 anni.
Non si tratta ancora di misure approvate nel momento in cui scriviamo: importi, requisiti e benefici effettivi dipenderanno dalle decisioni sulla manovra.


