La cessione del gruppo Iveco a Tata Motors è approdata in Parlamento e ha acceso l’attenzione dei sindacati metalmeccanici. Al termine dell’audizione alla Camera, la segretaria confederale della Uil, Vera Buonomo, e il segretario nazionale della Uilm, Gianluca Ficco, hanno sottolineato come la vendita non rappresenti una sorpresa, vista la difficoltà del gruppo a competere da solo, ma costituisca un campanello d’allarme per l’intero sistema industriale italiano. “Un’altra grande realtà produttiva passa sotto controllo straniero – hanno dichiarato – a conferma dell’assenza di una strategia nazionale per difendere e sviluppare il nostro manifatturiero”.
Leonardo e Tata Motors: due operazioni, due livelli di rischio
Secondo i sindacati, occorre distinguere tra le due operazioni principali: la cessione della divisione Difesa a Leonardo e quella dei veicoli commerciali a Tata Motors. La prima viene valutata positivamente, ma con forti riserve: è necessario che siano garantiti i 1.900 lavoratori coinvolti, compresi i precari.
Proprio qui si concentra una delle principali preoccupazioni. I dipendenti di Iveco Defense applicano oggi il CCSL del gruppo Stellantis, che prevede minimi retributivi più alti rispetto al contratto collettivo applicato da Leonardo, ossia il CCNL Federmeccanica-Assistal. Il passaggio a un diverso contratto rischia quindi di comportare una riduzione dei salari minimi e una perdita di alcune tutele economiche e normative. La Uilm ha chiesto al Ministero delle Imprese e del Made in Italy di vigilare e garantire la piena conservazione dei diritti acquisiti.
L’appello della Uilm al ministro Urso
Sul fronte Tata Motors, Buonomo e Ficco parlano di “sproporzione di forze” che potrebbe trasformare Iveco in una “preda industriale”. Gli impegni dell’acquirente – mantenimento della sede a Torino e tutela dei posti di lavoro – hanno validità solo biennale, un periodo troppo breve per assicurare stabilità.
“Serve una strategia industriale per difendere il lavoro”
La Uilm chiede al ministro Adolfo Urso di convocare anche Tata Motors al tavolo sindacale. Per il sindacato, la vicenda Iveco è il simbolo della fragilità strutturale dell’industria nazionale: senza una politica industriale forte, l’Italia continuerà a perdere competenze, occupazione e autonomia produttiva.


