martedì, Luglio 28, 2026

Crisi Automotive, Lavoratori in Presidio il 30 Gennaio a Roma: “Risposte Concrete Subito”

Il 30 gennaio 2026, in concomitanza con la convocazione del tavolo sull’automotive alle ore 10.00 presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), delegazioni di lavoratori del settore auto provenienti da varie regioni d’Italia si ritroveranno in presidio sotto il Ministero per chiedere risposte concrete alla crisi che sta investendo un comparto strategico per l’economia nazionale. L’iniziativa – promossa dalle principali sigle sindacali – è un chiaro messaggio di allarme e una richiesta di interventi urgenti da parte del Governo, dell’Unione Europea e delle imprese. Lo si apprende da una nota unitaria di Fim Fiom Uilm Fismic UglM AqcfR.

Produzione in calo e mercati sotto pressione

Negli ultimi anni il settore automotive italiano ha vissuto un forte ridimensionamento produttivo e occupazionale. Secondo dati del 2025, la produzione di veicoli in Italia è scesa sotto quota 380.000 unità, con un calo di oltre il 20% rispetto al 2024, segnando livelli produttivi molto inferiori rispetto al passato.
Questa situazione si riflette anche sulle vendite e sulle quote di mercato: le immatricolazioni di auto in Italia sono diminuite, mentre la presenza di modelli elettrici cinesi ha registrato una crescita significativa, mettendo ulteriormente sotto pressione i produttori nazionali.

Pressioni su Governo e Ue per politiche industriali

Le organizzazioni dei lavoratori chiedono politiche industriali più incisive, infrastrutture di produzione e supporti economici che possano favorire la transizione tecnologica senza perdita di posti di lavoro. Sul fronte istituzionale, il Governo italiano e il MIMIT continuano a dialogare con la Commissione europea per promuovere una transizione sostenibile e pragmatica dell’industria dell’auto, rafforzando la competitività del Made in Italy e superando rigidezze regolatorie che penalizzano la produzione europea in favore di competitor extra-UE.

Il presidio: obiettivi e richieste dei lavoratori

Il presidio del 30 gennaio serve a ribadire che il problema non è solo economico, ma sociale e occupazionale. I lavoratori chiedono:

  • garanzie occupazionali immediate per gli stabilimenti in difficoltà;
  • incentivi e strumenti concreti per sostenere la produzione, anche nel passaggio alle tecnologie green;
  • un impegno reale da parte della Unione Europea per riequilibrare le regole di mercato e contrastare la concorrenza sleale.

La posta in gioco per l’Italia

Il settore automotive resta un pezzo fondamentale della manifattura italiana e dell’occupazione nazionale. Dietro la crisi produttiva ci sono rischi occupazionali reali e una filiera che fatica a ritrovare traiettorie di crescita. Con la mobilitazione del 30 gennaio, i lavoratori lanciano un segnale chiaro: non si può lasciare sola l’industria dell’auto di fronte a sfide globali e regolamentazioni che rischiano di marginalizzare la produzione nazionale.

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