L’Intelligenza Artificiale Generativa sta producendo effetti sempre più concreti sul lavoro. A certificarlo è l’AI Shock Index, l’indicatore elaborato da Mia Academy per misurare quanto le professioni siano esposte al rischio di automazione. Non si tratta di uno scenario futuro: il cambiamento è già in corso e colpisce soprattutto le professioni impiegatizie.
Le professioni a rischio critico: quelle che l’AI può sostituire quasi del tutto
Al livello 5 dell’AI Shock Index rientrano le professioni considerate altamente automatizzabili, perché basate su attività ripetitive, standardizzate e facilmente delegabili agli algoritmi. In questa fascia si collocano:
- addetti al data entry
- addetti alle trascrizioni e alla verbalizzazione
- operatori di telemarketing
- addetti al customer service via email e chat
- addetti alla verifica documentale
- addetti alla gestione e archiviazione dei documenti
Si tratta di ruoli che rischiano una drastica riduzione nei prossimi anni, con un progressivo svuotamento delle mansioni e una perdita di valore economico.
Le professioni ad alto rischio: il cuore del back office sotto pressione
Subito sotto, al livello 4, troviamo professioni ancora centrali nelle aziende, ma sempre più esposte all’impatto dell’AI Generativa. Parliamo di:
- impiegati amministrativi di back office
- contabili junior
- operatori di sportello
- addetti alle prenotazioni di viaggio
- cassieri
- addetti al controllo qualità
In questi casi l’AI non elimina subito il ruolo, ma ne riduce funzioni, autonomia e prospettive di crescita.
Le professioni che crescono con l’AI
All’opposto, il report segnala una forte espansione delle professioni legate allo sviluppo e alla gestione dell’Intelligenza Artificiale. Tra i profili più richiesti emergono:
- Generative AI Specialist
- AI Ethicist
- AI Risk Manager
- MLOps Engineer
La carenza di competenze ha generato un premio salariale medio del +56%, con retribuzioni che a livello internazionale superano i 120 mila dollari annui.
Reskilling e nuove competenze
Secondo Antonio Santoro, direttore Mia Academy, l’AI Shock Index è uno strumento di orientamento. La risposta passa dal reskilling: competenze tecniche sull’AI, ma anche creatività, pensiero critico e capacità relazionali, sempre più decisive nel lavoro che cambia.


