Per molti lavoratori metalmeccanici il mese di giugno può portare in busta paga l’elemento perequativo, cioè la somma prevista dai contratti collettivi nazionali per compensare chi non beneficia della contrattazione aziendale di secondo livello.
Il meccanismo riguarda i dipendenti che nel corso dell’anno precedente non hanno ricevuto premi di risultato, superminimi o altri importi economici aggiuntivi rispetto alla normale retribuzione prevista dal CCNL applicato in azienda.
L’istituto interessa i lavoratori a cui si applicano:
- il CCNL Metalmeccanica Industria;
- il CCNL Metalmeccanica PMI Confapi;
- il CCNL Metalmeccanica PMI Confimi;
- il CCNL Federorafi;
- il CCNL Cooperative metalmeccaniche.
Restano invece esclusi i dipendenti a cui si applica il CCNL Area Meccanica Artigiani, che non prevede questo istituto contrattuale.
Quanto vale l’elemento perequativo nei diversi contratti
Nel comparto metalmeccanico industria, PMI e Federorafi l’importo resta fermo a 485 euro lordi annui.
Diversa invece la situazione per i dipendenti delle cooperative metalmeccaniche. Con il rinnovo del contratto firmato il 17 giugno 2025, infatti, l’elemento perequativo viene elevato a 500 euro lordi annui a partire dal 2026.
Si tratta quindi del valore più alto previsto oggi nel panorama dei principali contratti metalmeccanici nazionali.
Chi ha diritto al pagamento
L’elemento perequativo spetta ai lavoratori in forza al 1° gennaio dell’anno di erogazione occupati in aziende prive di contrattazione economica integrativa.
In pratica il diritto matura per chi:
- non ha percepito premi aziendali;
- non ha ricevuto superminimi individuali o collettivi;
- non ha avuto ulteriori trattamenti economici aggiuntivi soggetti a contribuzione;
- non è stato interessato da accordi di secondo livello.
L’obiettivo dell’istituto è evitare che i lavoratori privi di contrattazione aziendale restino completamente esclusi da riconoscimenti economici aggiuntivi rispetto ai minimi tabellari.
Quando arriva il pagamento in busta paga
I diversi CCNL prevedono normalmente l’erogazione dell’elemento perequativo con la retribuzione del mese di giugno.
Per le cooperative metalmeccaniche il rinnovo del 2025 introduce inoltre nuove regole di calcolo che consentono di mantenere una quota minima anche in presenza di importi aggiuntivi molto bassi.
In alcuni casi specifici viene infatti garantito un importo minimo di 200 euro annui, evitando così la perdita totale del beneficio per chi abbia ricevuto trattamenti integrativi limitati.


