Le crisi industriali continuano ad aumentare in Italia e il numero dei tavoli aperti al Ministero delle Imprese e del Made in Italy è arrivato a quota 44. A far crescere ulteriormente il conteggio è il caso Electrolux, che rischia di trasformarsi in una delle vertenze più pesanti degli ultimi anni, con circa 1.700 esuberi ipotizzati.
Il settore degli elettrodomestici vive una fase particolarmente difficile. Dopo la lunga crisi di Beko Europe, ex Whirlpool, anche Electrolux si trova ora al centro di un confronto delicato tra azienda, sindacati e governo. Il comparto del “bianco” sta infatti pagando gli effetti della forte concorrenza dei produttori extraeuropei, che negli ultimi anni hanno conquistato quote di mercato sempre più ampie.
Dai metalmeccanici alla siderurgia: le crisi aperte
Tra i tavoli attivi al Mimit figurano numerose realtà industriali considerate strategiche. Nell’automotive restano sotto osservazione situazioni complesse come Bosch Bari e Speedline. Nella siderurgia e metallurgia continuano invece le difficoltà di Liberty Magona, Eurallumina e Jsw Steel Piombino.
La crisi coinvolge anche altri settori produttivi, dall’arredamento con Natuzzi fino alla microelettronica con Siae. Electrolux era già presente in precedenza tra le aziende monitorate dal ministero, ma ora la situazione appare molto più critica.
Il precedente Beko e gli investimenti promessi
La vertenza Beko aveva inizialmente previsto quasi 2mila esuberi. Dopo mesi di trattative si è arrivati a un accordo che ha ridotto il numero dei tagli occupazionali e confermato investimenti per circa 300 milioni di euro negli stabilimenti italiani.
Secondo il Mimit, una parte del piano industriale starebbe andando avanti. I sindacati, però, mantengono forti preoccupazioni soprattutto per il sito di Siena e per il calo della domanda europea.
Anche Haier Europe, con i marchi Candy e Hoover, ha ridimensionato la produzione italiana. A Brugherio la produzione di lavatrici è stata fermata e trasferita in larga parte in Romania, mentre il sito è stato trasformato in polo logistico e ricambi. Una trasformazione che fotografa il cambiamento profondo del mercato europeo degli elettrodomestici.


