Il nuovo piano industriale annunciato da Stellantis continua a far discutere il mondo industriale e sindacale torinese. Dopo le prime reazioni delle organizzazioni dei lavoratori, ora arriva anche la presa di posizione di Unionmeccanica Torino, che esprime forte preoccupazione per le ricadute che le scelte del gruppo automobilistico potrebbero avere sull’intero indotto metalmeccanico del territorio.
Al centro dell’attenzione degli osservatori c’è soprattutto l’assenza di riferimenti chiari al futuro di Mirafiori (ma anche di Cassino e Termoli, come visto nei giorni scorsi), uno degli stabilimenti simbolo dell’automotive italiano. Una mancanza che, secondo Unionmeccanica Torino, rischia di aumentare l’incertezza tra le aziende della filiera e tra migliaia di lavoratori di aziende della componentistica che dipendono direttamente o indirettamente dalle produzioni automobilistiche nel torinese.
“Il silenzio su Mirafiori pesa sull’intera filiera”
Nella dichiarazione firmata dal presidente Antonio Casano, Unionmeccanica Torino sottolinea come il piano Stellantis non possa essere letto “con superficialità”, perché ogni scelta del gruppo produce effetti immediati sull’ecosistema metalmeccanico locale.
“Colpisce, e preoccupa, l’assenza di riferimenti chiari a Mirafiori: un silenzio che pesa, perché proprio da Mirafiori dipende una parte decisiva della tenuta dell’indotto torinese”, evidenzia Casano.
Il tema dei volumi produttivi resta infatti centrale. Le imprese dell’indotto chiedono garanzie concrete sulla continuità produttiva e sulla capacità degli stabilimenti torinesi di mantenere livelli adeguati di lavoro nei prossimi anni.
Unionmeccanica: “Serve un confronto strutturato”
Secondo Unionmeccanica Torino, il nuovo piano industriale potrà essere considerato credibile soltanto se sarà accompagnato da stabilità produttiva e da un dialogo costante con le parti sociali.
L’associazione datoriale evidenzia infatti la necessità di “un confronto strutturato con le rappresentanze datoriali e sindacali”, ribadendo che nessuna trasformazione industriale può essere imposta dall’alto senza il coinvolgimento del territorio.
Una posizione che arriva in una fase particolarmente delicata per il comparto automotive piemontese, alle prese con transizione elettrica, calo dei volumi e utilizzo crescente degli ammortizzatori sociali.
“Il futuro dell’automotive torinese va progettato insieme”
Nella parte finale della dichiarazione, Unionmeccanica Torino richiama Stellantis a una responsabilità industriale “all’altezza della sua storia torinese”.
“Torino ha già dimostrato di saper innovare e riconvertirsi, ma non può farlo da sola”, afferma Antonio Casano, sottolineando il valore delle aziende del territorio che “ogni giorno tengono in piedi la filiera”.
Da qui l’appello conclusivo: “Il futuro dell’automotive torinese non può essere affidato all’incertezza: va progettato, insieme”.


