Dopo mesi di confronto è arrivata la firma sull’ipotesi di rinnovo del contratto collettivo nazionale delle piccole e medie imprese metalmeccaniche. L’accordo, siglato da Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil con Unionmeccanica-Confapi, interessa oltre 400 mila lavoratrici e lavoratori e resterà in vigore dal 2025 al 2028.
Accanto agli aumenti salariali già definiti, una delle novità più rilevanti riguarda l’organizzazione del lavoro e in particolare i Permessi Annui Retribuiti (PAR), che vengono rafforzati soprattutto per chi lavora su turni.
Un nuovo contratto per oltre 400 mila lavoratori
Il rinnovo del CCNL metalmeccanici PMI introduce un pacchetto di interventi economici e normativi. Gli aumenti sui minimi contrattuali arriveranno progressivamente fino a 200 euro complessivi al quinto livello, con tranche già avviate dal 2025 e completamento previsto entro il 2028.
Ma una parte importante dell’accordo riguarda anche il miglioramento delle condizioni di lavoro, con particolare attenzione a turni, welfare e stabilizzazioni.
Cosa cambia per i PAR: più permessi per chi lavora a turni
La novità più significativa del rinnovo riguarda proprio i Permessi Annui Retribuiti. Secondo quanto comunicato dalla Fiom-Cgil, per i lavoratori impiegati in sistemi di turnazione di almeno 15 turni saranno riconosciute ulteriori 4 ore di PAR annuo.
Questa misura non sarà immediata per tutti, ma entrerà in vigore in due fasi:
- dal 1° gennaio 2027 nelle aziende con almeno 50 dipendenti,
- poi sarà estesa dal 1° gennaio 2029 anche alle imprese con meno di 50 lavoratori.
Si tratta quindi di un intervento graduale, ma che punta a rafforzare il tempo libero retribuito per chi lavora nei sistemi produttivi più intensi e organizzati su turni continui.
PAR in aumento rispetto al contratto precedente
Il rinnovo segna un passo avanti anche rispetto alla precedente disciplina. Nel contratto scaduto a dicembre 2024, i PAR erano già previsti ma non includevano questa specifica maggiorazione legata ai turni articolati su almeno 15 rotazioni.
Con il nuovo accordo, invece, si aggiungono 4 ore annue per una platea specifica di lavoratori, introducendo per la prima volta un riconoscimento diretto legato alla complessità dell’organizzazione del lavoro.
In pratica, per chi rientra nei requisiti, il monte complessivo di permessi retribuiti cresce rispetto al passato, con un beneficio concreto in termini di riduzione del tempo lavorativo annuo.
Più tutele per chi lavora in produzione
L’obiettivo dell’intesa non è solo economico, ma anche quello di migliorare la qualità della vita lavorativa. La maggiore attenzione ai turni più pesanti si inserisce infatti in un quadro più ampio che punta a riequilibrare i carichi di lavoro, soprattutto nei settori produttivi dove la continuità operativa richiede turnazioni serrate.
In questo contesto, i PAR diventano uno degli strumenti principali per garantire maggiore flessibilità e recupero del tempo di lavoro.
Non solo permessi: verso un nuovo equilibrio tra lavoro e diritti
Il rinnovo del CCNL metalmeccanici PMI prevede anche altre misure su welfare, stabilizzazione dei contratti a termine e nuove tutele per i lavoratori in somministrazione. Dal 2028 è previsto anche un aumento del welfare contrattuale, mentre proseguono i percorsi di stabilizzazione per ridurre la precarietà.
L’ipotesi di accordo sarà ora sottoposta al voto delle lavoratrici e dei lavoratori, che dovranno esprimersi tramite referendum vincolante.


