Con l’arrivo delle prime ondate di calore dell’estate 2026, dieci Regioni italiane hanno già adottato provvedimenti straordinari per limitare il lavoro nelle ore più calde della giornata.
Veneto, Lazio, Umbria, Toscana, Liguria, Puglia, Piemonte, Emilia-Romagna, Lombardia e Abruzzo hanno introdotto misure che prevedono la sospensione delle attività all’aperto quando il sistema Worklimate di Inail e Cnr segnala un livello di rischio elevato per i lavoratori esposti al sole.
Si tratta di ordinanze che puntano a prevenire colpi di calore, disidratazione e altri rischi legati alle temperature estreme, ma che riguardano soltanto specifiche categorie di lavoratori.
I settori interessati dagli stop nelle ore centrali
Le misure regionali si applicano principalmente alle attività svolte all’aperto.
Tra i comparti coinvolti figurano agricoltura, florovivaismo, edilizia, impiantistica e cave. In alcune Regioni il divieto è stato esteso anche alla logistica di piazzale e ai rider impegnati nelle consegne urbane.
Nella maggior parte dei casi, nei giorni classificati a rischio elevato da Worklimate, le attività vengono sospese tra le 12.30 e le 16.00.
Le ordinanze resteranno in vigore fino alla fine di agosto o fino a metà settembre, a seconda della Regione interessata.
Esclusi i lavoratori che operano nelle fabbriche
Le ordinanze regionali, tuttavia, non riguardano la maggior parte dei lavoratori dell’industria manifatturiera e metalmeccanica.
Migliaia di addetti continuano infatti a lavorare all’interno di stabilimenti produttivi dove le temperature possono raggiungere livelli molto elevati. Nei reparti produttivi il caldo non dipende soltanto dalle condizioni climatiche esterne, ma anche dalla presenza di macchinari in funzione, impianti industriali, forni, presse, linee produttive e metalli ad alte temperature.
In molte realtà produttive, soprattutto negli stabilimenti più datati e privi di sistemi di climatizzazione, la temperatura percepita può facilmente superare i 35 gradi e in alcuni casi raggiungere livelli ancora più elevati.


