Dopo due mesi consecutivi di crescita, l’industria italiana torna a frenare. Secondo i dati diffusi dall’Istat, a maggio 2026 la produzione industriale è diminuita dello 0,3% rispetto ad aprile, interrompendo una serie positiva che aveva alimentato le aspettative di una ripresa più stabile. Nonostante il dato negativo, il bilancio del trimestre marzo-maggio resta positivo, con una crescita dello 0,9% rispetto ai tre mesi precedenti.
Il rallentamento arriva in un contesto internazionale ancora caratterizzato da forti tensioni geopolitiche. Tra i fattori che hanno inciso sul clima economico figurano anche le preoccupazioni legate al Medio Oriente e ai possibili effetti sul commercio e sui costi energetici.
Energia in forte crescita, arretrano consumi e beni intermedi
L’andamento dei diversi comparti industriali mostra una situazione molto eterogenea. A sostenere la produzione è stato soprattutto il settore dell’energia, che ha registrato un aumento del 4,6% su base mensile. In flessione, invece, i beni intermedi (-0,8%), i beni di consumo (-0,5%) e i beni strumentali (-0,1%).
Su base annua la produzione industriale cresce dell’1,1%, un risultato favorito anche dal diverso calendario lavorativo rispetto allo scorso anno. Tra i comparti che hanno mostrato le performance migliori spiccano i mezzi di trasporto, in aumento dell’11,6%, seguiti dall’industria farmaceutica e dall’alimentare.
Automotive in ripresa, ma restano le difficoltà di altri settori
Il comparto automobilistico rappresenta una delle note più positive del mese. Dopo mesi complicati, la produzione di mezzi di trasporto evidenzia una significativa ripresa, contribuendo ad attenuare il rallentamento complessivo dell’industria italiana.
Continuano invece le difficoltà per il tessile e l’abbigliamento, che registrano una flessione intorno al 6,6%, mentre risultano in calo anche le attività legate alla riparazione e installazione di macchinari e apparecchiature.
Le prospettive per i prossimi mesi
Secondo gli economisti, il quadro resta improntato alla prudenza. Le indagini congiunturali fanno pensare a un mese di giugno caratterizzato da una sostanziale stabilità, anche se molto dipenderà dall’evoluzione delle tensioni internazionali e dall’impatto che queste potranno avere sui prezzi dell’energia e sulla domanda estera.
L’industria continua comunque a rappresentare uno dei principali motori dell’economia italiana. Se la ripresa dell’automotive dovesse consolidarsi e le tensioni geopolitiche attenuarsi, il settore manifatturiero potrebbe tornare a sostenere la crescita nella seconda parte dell’anno. Tuttavia, gli analisti invitano alla cautela: il contesto internazionale resta incerto e la capacità delle imprese di mantenere competitività dipenderà anche dall’evoluzione dei mercati globali e degli investimenti produttivi.


