sabato, Settembre 5, 2026

Auto Tedesca in Crisi, la Difesa Può Salvare Migliaia di Posti di Lavoro: Parte la Riconversione

La crisi dell’automotive tedesco assume dimensioni sempre più preoccupanti. Mentre produzione, ordini e occupazione dell’auto arretrano, un altro comparto industriale procede nella direzione opposta: la Difesa. Il boom della spesa militare non sembra però sufficiente a compensare economicamente le difficoltà dell’automotive. Potrebbe, invece, diventare una valvola di sfogo importante soprattutto per lavoratori specializzati e imprese della componentistica.

L’auto tedesca perde occupati

I numeri mostrano la profondità della crisi. Alla fine del primo semestre 2026 gli occupati nell’industria automobilistica tedesca sono scesi a 691.500, il livello più basso dal 2005. In appena un anno la riduzione è stata del 5,8%, contro il -2,7% registrato complessivamente dall’industria manifatturiera.

E potrebbe essere soltanto l’inizio. La VDA, associazione dell’industria automobilistica tedesca, ha stimato che entro il 2035 potrebbero andare persi fino a 225.000 posti di lavoro.

Pesano la debolezza della domanda, il rallentamento dell’export, la sovraccapacità produttiva e soprattutto la concorrenza dei produttori cinesi.

La Difesa cerca lavoratori e capacità produttiva

Le dimensioni dei due comparti restano molto differenti. Nel 2025 l’automotive tedesco ha generato circa 533 miliardi di euro di fatturato, mentre Difesa e sicurezza valgono circa 31 miliardi. Anche sul fronte occupazionale il militare conta appena 100.000-150.000 addetti.

La direzione, tuttavia, è opposta. La spesa militare tedesca potrebbe passare dai circa 50 miliardi del 2022 a 200 miliardi nel 2032, aprendo nuovi spazi produttivi.

È qui che potrebbe verificarsi un vero travaso di competenze: tecnici, metalmeccanici, ingegneri e lavoratori altamente qualificati provenienti dall’automotive potrebbero trovare opportunità nella Difesa.

Da Deutz a Schaeffler, qualcosa sta già cambiando

Alcune grandi aziende hanno iniziato a muoversi. Deutz ha creato una business unit dedicata alla Difesa e avviato collaborazioni con realtà specializzate in robotica, droni e sistemi di propulsione. Schaeffler considera Difesa e new space settori strategici in crescita e ha stretto una partnership con Delair per i droni. Anche Continental punta sulle forniture di pneumatici destinati all’impiego militare.

Più prudenti Bosch e ZF, che pur disponendo di tecnologie utilizzabili nella Difesa continuano a identificare nell’automotive il proprio mercato principale.

La riconversione, dunque, non salverà da sola l’industria automobilistica tedesca: catene di fornitura, certificazioni e commesse pubbliche seguono logiche molto differenti. Ma può assorbire una parte della capacità produttiva inutilizzata e, soprattutto, limitare l’emorragia occupazionale. Un processo destinato a interessare indirettamente anche la componentistica italiana, fortemente integrata con quella tedesca.

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