Per lo stabilimento Stellantis di Termoli potrebbe aprirsi una nuova partita sugli investimenti. Il Governo ha destinato 300 milioni di euro alla filiera automotive attraverso i mini Contratti di sviluppo, strumenti destinati a sostenere investimenti produttivi, componentistica, tecnologie e riconversione industriale.
Non significa che una parte dei 300 milioni sia già destinata alla fabbrica molisana. Termoli, però, potrebbe potenzialmente intercettare le agevolazioni qualora Stellantis presentasse un programma industriale rispondente ai requisiti previsti.
Termoli ha già conosciuto i Contratti di sviluppo
Esiste un precedente particolarmente importante: la gigafactory ACC.
Automotive Cells Company presentò un programma per trasformare Termoli in un grande polo per la produzione di celle per batterie. L’istanza venne approvata da Invitalia nell’aprile 2023 e il progetto avrebbe beneficiato di circa 250 milioni di euro di risorse pubbliche attraverso il Contratto di sviluppo.
La gigafactory è stata successivamente abbandonata, ma quel precedente dimostra le dimensioni che può raggiungere un intervento pubblico quando si tratta di riconvertire un grande stabilimento automobilistico.
Dopo ACC, cosa può arrivare a Termoli?
Stellantis ha confermato per Termoli la produzione del cambio elettrificato e-DCT e investimenti sui motori GSE Euro 7. Resta però aperta la questione di una prospettiva industriale capace di garantire volumi e occupazione nel lungo periodo.
Ed è qui che i nuovi Contratti di sviluppo possono diventare interessanti. Il DPCM Automotive destina una parte consistente delle risorse disponibili proprio agli strumenti per gli investimenti produttivi della filiera. Il Fondo è stato rimodulato per il periodo 2026-2030.
Trecento milioni potrebbero essere pochi
La dotazione di 300 milioni, tuttavia, assume proporzioni differenti se confrontata con investimenti delle dimensioni di Termoli.
Basti pensare che il precedente progetto ACC avrebbe mobilitato circa 250 milioni di sostegno pubblico. In linea puramente teorica, quindi, un singolo grande programma di riconversione industriale potrebbe richiedere risorse nell’ordine di oltre 100 milioni, arrivando ad assorbire una quota molto significativa dell’intero stanziamento da 300 milioni.
Diventa quindi importante capire se nei prossimi anni arriverà un rafforzamento delle risorse destinate all’automotive, tema rilanciato anche dalla Fiom.
Anche il Molise chiede un Fondo europeo
Proprio in questi giorni le Regioni italiane dell’automotive hanno portato la questione direttamente a Bruxelles, chiedendo per la programmazione europea 2028-2034 uno strumento finanziario dedicato all’automotive, accessibile anche a Regioni, territori e PMI e destinato a investimenti, innovazione, riconversione e componentistica.
Anche il Molise ha partecipato alla missione, rappresentato da Andrea Di Lucente. La Regione ha quindi condiviso il pacchetto di richieste presentato alle istituzioni europee, con particolare attenzione alla difesa di investimenti, filiera e occupazione.
Termoli, del resto, continua a dimostrare capacità di attrarre questi strumenti: nel 2026 il progetto ReneSys Energy ha ottenuto oltre 49 milioni di contributo pubblico nell’ambito di un Contratto di Sviluppo Net Zero.
Per Stellantis la possibilità esiste, ma manca ancora il passaggio fondamentale: un nuovo progetto industriale per Termoli capace di candidarsi concretamente alle risorse disponibili.


