Per molti metalmeccanici il rientro dalle ferie non significherà tornare subito a lavorare a pieno ritmo. Nel settore automotive cassa integrazione e contratti di solidarietà continuano a interessare diversi stabilimenti, anche se la situazione cambia molto da una fabbrica all’altra.
Il caso Stellantis mostra bene queste differenze. Nel primo semestre 2026 il gruppo ha prodotto in Italia 252.223 veicoli, il 13,7% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Il dato generale è positivo, ma non tutti gli stabilimenti stanno recuperando allo stesso modo.
Stellantis Cassino resta in difficoltà
La situazione più delicata riguarda lo stabilimento Stellantis di Cassino.
Nei primi sei mesi del 2026 sono stati prodotti 6.700 veicoli, il 36,2% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025.
Secondo la FIM-CISL, la fabbrica ha lavorato soltanto per pochi giorni al mese e ha continuato a fare ampio ricorso agli ammortizzatori sociali.
Dopo la pausa estiva, quindi, l’attenzione sarà rivolta soprattutto ai programmi produttivi dei prossimi mesi e al numero di giornate effettivamente lavorate.
Stellantis Melfi recupera con i nuovi modelli
A Melfi il quadro è più favorevole.
Nel primo semestre 2026 la produzione è cresciuta dell’88,4% rispetto al 2025, grazie anche all’avvio della nuova Jeep Compass.
La crescita, però, non ha ancora eliminato del tutto il ricorso agli ammortizzatori sociali. Nei primi sei mesi dell’anno lo stabilimento ha continuato a registrare fermate produttive e giornate coperte dal contratto di solidarietà.
Il punto da verificare nella seconda parte dell’anno sarà quindi semplice: l’aumento della produzione riuscirà a portare più giornate di lavoro e meno ore di solidarietà?
Cassa integrazione, quanto può diminuire lo stipendio
Per il lavoratore l’effetto più immediato riguarda la busta paga.
Durante le ore non lavorate, la cassa integrazione non sostituisce necessariamente per intero lo stipendio perso. Le regole sono contenute nel decreto legislativo 148/2015 e l’INPS applica ogni anno un importo massimo.
Per il 2026 il massimale mensile è pari a 1.423,69 euro lordi, che diventano 1.340,56 euro dopo la riduzione contributiva del 5,84%.
Quanto riceve il lavoratore dipende dal numero di ore di sospensione o di riduzione dell’attività.
Cosa succede a ferie e TFR
La cassa integrazione può incidere anche sulle ferie, ma bisogna distinguere le diverse situazioni.
Se il lavoratore resta completamente fermo con cassa integrazione a zero ore, durante quel periodo le ferie normalmente non maturano, salvo condizioni più favorevoli previste dal contratto applicato.
Se invece continua a lavorare con un orario ridotto, la maturazione delle ferie prosegue.
Per il TFR vale una regola diversa. L’articolo 2120 del Codice civile prevede che, durante i periodi coperti dall’integrazione salariale, il trattamento di fine rapporto continui a essere calcolato sulla retribuzione che il dipendente avrebbe percepito lavorando normalmente.
Dopo le ferie si capirà quanto lavoro ci sarà
Il quadro Stellantis resta quindi molto diverso da stabilimento a stabilimento.
A Cassino i volumi produttivi restano bassi, mentre Melfi sta recuperando grazie ai nuovi modelli.
Il rientro di settembre servirà soprattutto a capire se questa ripresa riuscirà a ridurre il ricorso agli ammortizzatori sociali oppure se cassa integrazione e contratti di solidarietà continueranno a pesare sulle buste paga dei metalmeccanici anche nei prossimi mesi.


