Il rientro al lavoro dopo le ferie estive rischia di costare più caro ai metalmeccanici. Proprio tra il 24 e il 31 agosto, infatti, sono previste le riaperture di numerose fabbriche dopo le tradizionali chiusure collettive di agosto. Ma chi utilizza l’auto per raggiungere stabilimenti e aree industriali dovrà fare i conti con un nuovo aumento dei carburanti.
La benzina ha infatti superato la soglia dei 2 euro al litro sulla rete stradale nazionale, mentre anche il diesel continua a correre. Una situazione particolarmente pesante per gli operai che ogni giorno percorrono decine di chilometri per raggiungere il posto di lavoro.
Il 24 agosto riaprono molte fabbriche
La coincidenza è particolarmente significativa. Lunedì 24 agosto rappresenta per molte aziende metalmeccaniche il giorno del ritorno alla normale attività produttiva dopo due o tre settimane di fermata estiva.
È quindi il momento in cui migliaia di lavoratori tornano a utilizzare quotidianamente l’automobile per gli spostamenti casa-lavoro.
Secondo i dati riportati dall’Osservatorio del ministero delle Imprese e del Made in Italy, il prezzo medio self service ha raggiunto 2,002 euro al litro per la benzina e 2,116 euro per il diesel. In autostrada la situazione è ancora più pesante: rispettivamente 2,077 e 2,186 euro.
Tradotto in un pieno da 50 litri significa spendere oltre 100 euro per la benzina e più di 105 euro per il diesel sulla rete ordinaria.
Diesel, proprio il 24 agosto scade lo sconto
C’è poi un’altra coincidenza che potrebbe rendere il ritorno dalle ferie ancora più costoso.
Proprio il 24 agosto è prevista la scadenza della riduzione delle accise sul diesel decisa dal Governo. Il taglio vale 14 centesimi, che diventano circa 17 centesimi sul prezzo finale considerando l’Iva.
Senza una proroga, secondo le stime riportate, il diesel potrebbe quindi avvicinarsi a 2,29 euro al litro, arrivando a circa 2,36 euro sulla rete autostradale.
Per un metalmeccanico che utilizza quotidianamente un’auto diesel per andare in fabbrica, l’impatto potrebbe diventare rapidamente significativo sul bilancio familiare.
Il pieno rischia di pesare ancora di più
Sul mercato internazionale, intanto, continuano le tensioni. Il Brent è arrivato intorno ai 93 dollari al barile, mentre pesano le incertezze geopolitiche e i timori legati ai flussi attraverso lo Stretto di Hormuz.
Le associazioni dei consumatori chiedono quindi al Governo di prorogare lo sconto sul diesel e rafforzare gli interventi sui carburanti.
Per migliaia di tute blu il ritorno dalle ferie rischia così di coincidere con una vera e propria stangata alla pompa: fabbriche che riaprono, pendolarismo che riparte e prezzi di benzina e diesel nuovamente sopra la soglia psicologica dei 2 euro.


