Durante la riunione del 6 ottobre 2025 per il rinnovo del Contratto Metalmeccanici Industria, il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, ha ribadito la linea del sindacato: l’obiettivo è ottenere 280 euro di aumento mensile sui minimi tabellari, non nuove forme di welfare o benefit flessibili. Come prevede la Piattaforma rivendicativa.
Secondo Palombella, le imprese devono concentrare le risorse economiche sul cuore della retribuzione, perché solo così si garantisce una crescita salariale reale e duratura.
«Avvertiamo la necessità di metterci insieme, di trovare una sintesi, per provare – chissà – a concludere finalmente uno dei contratti più importanti del nostro sistema industriale», ha dichiarato, ricordando che il ccnl è scaduto il 30 giugno 2024.
“I flexible benefit non difendono i salari”
Il segretario Uilm ha spiegato che, pur riconoscendo il valore dei 200 euro di flexible benefit già previsti, non è aumentando questo importo che si difende il potere d’acquisto dei lavoratori.
«Sappiamo bene che il costo di un rinnovo contrattuale non è un semplice “peso”, ma un investimento nel lavoro e nella coesione. E lo diciamo chiaramente: i flexible benefit danno qualche soldo in più adesso, ma non contribuiscono a difendere i salari nel tempo.» Confermando da linea dettata dall’Assemblea Generale Uilm della scorsa settimana.
Un fronte sindacale unito per chiudere la trattativa
Palombella ha poi invitato Federmeccanica e Assistal ad affrontare serenamente la fase del rinnovo:
“Quando ci sono turbolenze e grandi difficoltà, la storia ci insegna che sono sempre i lavoratori a fare la differenza. E come si tutelano i lavoratori? Attraverso i contratti”.
«Mai come oggi – aggiunge – serve dare stabilità, sicurezza e prospettiva a chi lavora. Restare uniti non è una questione di convenienza: significa affrontare con serietà le sfide e riconoscere il valore del lavoro e dei salari.»
Confronto acceso tra il 15 e il 17 ottobre
Le parole del segretario Uilm anticipano un confronto che si annuncia vivace con Federmeccanica e Assistal, previsto tra il 15 e il 17 ottobre. In quella sede, i sindacati chiederanno alle controparti di spostare il baricentro della trattativa sui minimi salariali, lasciando sullo sfondo le misure di welfare aziendale.
Un passaggio che sarà decisivo per capire se esistono i margini per chiudere un contratto atteso da oltre un anno e mezzo.


