La rinascita dei marchi automobilistici storici Itala e Osca, in questi giorni presente con reclame pubblicitarie sulle principali reti televisive, entra in una fase decisiva, chiarendo definitivamente la geografia industriale del progetto DR.
Le ultime informazioni che filtrano confermano infatti che l’intero ciclo produttivo sarà concentrato nello stabilimento di Anagni (FR), oggi al centro di un investimento complessivo che punta a riportare in Italia una filiera completa, dalla A alla Z.
L’idea iniziale di distribuire il processo tra più siti, con un possibile coinvolgimento di Macchia d’Isernia, sembrerebbe dunque essere accantonata. Lo scrive il quotidiano locale alessioporcu.it, testata giornalistica del frosinate. La scelta non è casuale: Anagni dispone degli spazi, della logistica e dell’infrastruttura necessarie per sostenere un progetto premium, destinato a modelli di fascia media e medio-alta. Questo scenario di fatto ridisegna le priorità del gruppo, che sceglie una direzione unica per evitare dispersioni e accelerare la messa in produzione.
Perché Macchia d’Isernia esce dal perimetro produttivo
La decisione di non utilizzare Macchia d’Isernia non è legata a carenze tecniche, ma alla semplice realtà operativa del gruppo. I capannoni molisani sono già saturi, salvo una sua prossima espansione: ospitano l’assemblaggio dei modelli DR, oltre alle linee dei marchi Evo, Tiger, Sportequipe e ICH-X, piattaforme che rappresentano il cuore dell’attuale produzione commerciale.
Aggiungere un nuovo ciclo produttivo, più complesso e orientato a un posizionamento storico e identitario, avrebbe messo sotto pressione linee già impegnate, rallentando la produzione esistente.
Per questo DR sceglie la via della concentrazione: una fabbrica dedicata, una filiera integrata e un polo industriale che può essere modellato intorno alle esigenze di due marchi simbolo della storia automobilistica italiana.
Anagni come centro del nuovo corso industriale
Lo stabilimento ex Saxa Gres offre ciò che Macchia non può: spazi modulari, possibilità di riconfigurare le linee, un accesso logistico diretto tramite A1 e collegamento ferroviario. A questo si aggiunge l’assorbimento dei 67 lavoratori già presenti, un capitale umano che DR mira a valorizzare attraverso un processo produttivo più ampio della semplice assemblazione. E future nuove assunzioni nel sito ciociaro.
La produzione delle nuove Itala e Osca sarà quindi progettata per essere realmente “made in Italy”, con un utilizzo crescente di componenti europei e un radicamento della filiera nel territorio.
Un progetto che alza l’asticella per l’automotive italiano
Con la centralizzazione ad Anagni, DR punta a realizzare un salto di qualità: riportare sul mercato modelli storici con un’identità moderna, sostenibile e riconoscibile. È un segnale forte per l’intero settore, che guarda con attenzione alla possibilità di un nuovo polo produttivo capace di contribuire alla rinascita dell’auto italiana.


