Le mobilitazioni dei lavoratori dell’ex Ilva hanno prodotto un primo risultato. Nell’incontro del 27 ottobre 2026, Governo e organizzazioni sindacali hanno sottoscritto a Palazzo Chigi un verbale sul futuro degli stabilimenti e sulle tutele occupazionali.
Il documento non contiene ancora un piano industriale definitivo, ma mette per iscritto alcuni impegni. Per i dipendenti, tuttavia, non sono ancora disponibili prepensionamenti, incentivi o nuove domande da presentare.
Cosa prevede il verbale firmato
Il Governo conferma l’obiettivo di mantenere in Italia la produzione dell’acciaio e di garantire una prospettiva industriale a tutti gli stabilimenti del gruppo.
Il progetto indicato comprende:
- impianti per produrre Dri, cioè ferro preridotto destinato ad alimentare i forni elettrici;
- utilizzo di forni elettrici per ridurre progressivamente il ricorso al carbone;
- mantenimento della laminazione a caldo;
- sviluppo delle lavorazioni a freddo, attraverso le quali l’acciaio viene trasformato in coils, lamiere e altri prodotti;
- valutazione di una possibile partecipazione pubblica al futuro assetto industriale.
L’ingresso dello Stato non è ancora deciso. Servono un piano, le risorse finanziarie e una soluzione per la vendita degli impianti.
Lavoro usurante, incentivi e isopensione
Una parte del confronto riguarda gli strumenti per accompagnare alcuni lavoratori verso l’uscita dall’azienda.
Il Ministero del Lavoro ha avviato la discussione sul possibile riconoscimento del lavoro usurante per chi è stato impiegato nel ciclo integrale. La misura potrebbe agevolare l’accesso alla pensione, ma devono ancora essere stabiliti attività interessate, anni di esposizione e requisiti contributivi.
Per l’incentivo all’esodo e l’isopensione è stata registrata una disponibilità al confronto, ma l’esame avverrà in una fase successiva. Si tratta di strumenti differenti: l’incentivo consiste in una somma riconosciuta a chi accetta volontariamente di lasciare l’azienda; l’isopensione accompagna il lavoratore fino alla pensione attraverso un assegno finanziato dal datore.
Perché i lavoratori non possono ancora fare domanda
Il verbale contiene impegni politici e sindacali, ma non stabilisce ancora importi, beneficiari e procedure.
Le misure dovranno essere disciplinate e finanziate. Il riconoscimento del lavoro usurante dovrebbe trovare spazio nella prossima Legge di Bilancio, mentre incentivi e isopensione richiederanno ulteriori decisioni.
Fino all’approvazione delle regole, nessun lavoratore può chiedere queste prestazioni sulla base del solo verbale.
Nuove commesse e tutele per l’indotto
Sono già in corso iniziative per trovare nuove commesse e ridurre i periodi di inattività degli impianti, soprattutto a Taranto, Genova, Novi Ligure e Racconigi.
Il documento richiama inoltre gli strumenti di sostegno al reddito e di tutela dell’occupazione destinati ai dipendenti diretti e ai lavoratori delle imprese dell’indotto. Resta però da definire con precisione quali aziende e quali lavoratori potranno accedervi.
Le prossime scadenze della vertenza
Il verbale sottoscritto a Palazzo Chigi prevede un nuovo tavolo entro la metà di novembre. Il confronto dovrà verificare i progressi sul progetto industriale, sulle commesse e sulla possibile partecipazione pubblica.
Entro la metà di dicembre il Governo dovrebbe fornire maggiori indicazioni sulle risorse e sugli strumenti per le uscite volontarie e anticipate. Fino ad allora, gli impegni sottoscritti rappresentano un passo avanti nella vertenza, ma non costituiscono ancora nuove tutele operative per i lavoratori.

