Per molte aziende metalmeccaniche gli ultimi mesi del 2026 potrebbero essere il momento giusto per trasformare i contratti a termine in assunzioni stabili. L’INPS ha infatti illustrato le regole del nuovo incentivo che premia le imprese con uno sconto sui contributi fino a 500 euro al mese. La misura, però, non riguarda tutti i lavoratori né tutte le assunzioni.
Un’opportunità anche per il settore metalmeccanico
Il nuovo incentivo introdotto dal decreto Lavoro 2026 interessa tutti i datori di lavoro privati e, quindi, anche le imprese del comparto metalmeccanico.
L’obiettivo è favorire la stabilizzazione dei giovani lavoratori già presenti in azienda con un contratto a tempo determinato, riducendo il costo contributivo sostenuto dal datore di lavoro.
Per le aziende del settore può rappresentare un’opportunità per trasformare rapporti di lavoro già avviati in contratti a tempo indeterminato, beneficiando di un’importante agevolazione economica.
Fino a 500 euro al mese per ogni lavoratore stabilizzato
L’incentivo consiste nell’esonero del 100% dei contributi previdenziali dovuti dal datore di lavoro, con l’esclusione dei premi INAIL. Lo sgravio può arrivare fino a:
- 500 euro al mese per ciascun lavoratore;
- per un periodo massimo di 24 mesi.
Nel complesso, l’agevolazione può quindi raggiungere 12.000 euro per ogni contratto trasformato.
Quali lavoratori metalmeccanici rientrano nella misura
Il bonus non riguarda tutte le trasformazioni. Per poter beneficiare dell’incentivo, il lavoratore deve:
- avere meno di 35 anni al momento della trasformazione del contratto;
- non aver mai avuto, nel corso della propria vita lavorativa, un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.
Si tratta quindi di una misura pensata per favorire il primo impiego stabile dei giovani. Inoltre, restano escluse le nuove assunzioni: infatti, il contratto a tempo determinato deve essere stato stipulato entro il 30 aprile 2026 e la trasformazione a tempo indeterminato deve avvenire dal 1° agosto al 31 dicembre 2026.
In pratica, l’agevolazione spetta esclusivamente quando viene trasformato un contratto a termine già esistente.
Quali aziende possono richiedere lo sgravio
Possono accedere all’incentivo tutte le imprese private, comprese quelle del settore metalmeccanico. Il bonus è riconosciuto per le trasformazioni che riguardano lavoratori con qualifica di:
- operaio;
- impiegato;
- quadro.
Sono invece esclusi i dirigenti. Esclusi anche i contratti di apprendistato e i contratti intermittenti o a chiamata trasformati a tempo indeterminato. Quelli part-time, invece, beneficiano dello sgravio in maniera proporzionata.
Le condizioni che le imprese devono rispettare
Per ottenere il beneficio non basta però trasformare il contratto. L’azienda deve infatti rispettare una serie di requisiti previsti dalla normativa, tra cui:
- essere in regola con il DURC;
- rispettare le norme in materia di sicurezza sul lavoro;
- applicare correttamente il contratto collettivo di riferimento;
- realizzare un incremento occupazionale netto rispetto alla media dei lavoratori impiegati nei dodici mesi precedenti.
Solo in presenza di tutte queste condizioni sarà possibile usufruire dell’esonero contributivo.
Come fare domanda
Le aziende interessate dovranno presentare la richiesta esclusivamente in modalità telematica attraverso il Portale delle Agevolazioni (ex DiResCo) sul sito dell’INPS.
Il modulo dedicato all’“Incentivo alla stabilizzazione” sarà attivato nelle prossime settimane: la data di apertura sarà comunicata con un successivo messaggio dell’Istituto.
Ricordiamo infine che lo sgravio non è cumulabile con altri esoneri contributivi o riduzioni delle aliquote previdenziali riferite allo stesso lavoratore. Resta invece compatibile con alcune agevolazioni fiscali previste dalla normativa.


