lunedì, Giugno 8, 2026

Acciaierie Valbruna, Cresce l’Allarme dei Lavoratori Metalmeccanici sul Futuro dell’Azienda

Torna al centro dell’attenzione il futuro delle Acciaierie Valbruna di Bolzano. Fim, Fiom e Uilm hanno chiesto al Governo la riconvocazione del tavolo di confronto sulla vertenza che riguarda il sito produttivo altoatesino, esprimendo preoccupazione per l’assenza di aggiornamenti ufficiali e per le decisioni che potrebbero interessare le aree sulle quali opera lo stabilimento.

Valbruna è uno dei principali produttori italiani di acciai inossidabili e acciai speciali, destinati a settori come energia, meccanica, automotive e aerospazio. Lo stabilimento di Bolzano rappresenta una realtà storica per il territorio e occupa un ruolo importante all’interno del sistema produttivo del gruppo.

I sindacati: “Serve chiarezza sul futuro del sito”

Secondo Fim, Fiom e Uilm, l’ultimo incontro ufficiale sulla vertenza si è svolto il 7 febbraio. Le organizzazioni sindacali affermano di aver successivamente sollecitato per due volte la riconvocazione del tavolo presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, senza ricevere riscontri ufficiali.

Le sigle metalmeccaniche sottolineano inoltre l’assenza di un confronto con la Provincia autonoma di Bolzano sulle questioni che riguardano il futuro delle aree industriali interessate dalla vertenza.

La questione delle aree industriali

Al centro del confronto c’è la destinazione dei terreni sui quali insiste l’attività produttiva. I sindacati chiedono che venga garantita la continuità industriale dello stabilimento, la conferma degli investimenti e la possibilità di svilupparne di nuovi nel tempo. Chiedono inoltre che le aree restino destinate alle attività siderurgiche.

Negli ultimi mesi il tema ha portato alla mobilitazione di migliaia di lavoratori provenienti dai siti produttivi di Bolzano e Vicenza, coinvolti nelle manifestazioni organizzate a sostegno della vertenza.

Una vertenza che coinvolge lavoratori e territorio

Le organizzazioni ritengono che la questione non riguardi esclusivamente lo stabilimento di Bolzano, ma possa avere effetti più ampi sul tessuto industriale locale e sull’intero comparto manifatturiero collegato all’attività dell’azienda. Per questo chiedono un confronto istituzionale che coinvolga Governo, Provincia e azienda.

Al momento non risultano decisioni definitive sul futuro dello stabilimento. Proprio questa situazione di incertezza alimenta la preoccupazione di molti lavoratori, che chiedono maggiore chiarezza sulle prospettive industriali del sito e sulle scelte che verranno adottate nei prossimi mesi.

La richiesta di convocazione al Mimit

Fim, Fiom e Uilm chiedono una convocazione urgente al Ministero delle Imprese e del Made in Italy per fare il punto sulla vertenza e ottenere chiarimenti sul futuro dello stabilimento di Bolzano. I sindacati hanno inoltre annunciato che nelle prossime settimane valuteranno ulteriori iniziative per mantenere alta l’attenzione sulla vicenda

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